Puglia, in arrivo salasso fiscale Irpef

    Non avranno fatto molto bene i festeggiamenti per la vittoria del proprio candidato a Milano al governatore pugliese Nichi Vendola. Smaltita la sbornia per la festa di piazza nel capoluogo lombardo e tornato nella sua Puglia, Vendola ha deciso di inasprire ai massimi le addizionali fiscali Irpef, escludendo dal calcolo solo le fasce di reddito sotto i 15 mila euro.

    Ragione del salasso fiscale è l’enorme buco della sanità. Evidente che dall’opposizione giungano critiche alla manovra del governatore, al potere a Bari dal 2005, quindi, responsabile del deficit sanitario, da egli stesso creato e tappato a colpi di aumenti di tasse. Ma dalla stessa Cgil, pure vicina al governatore, sono arrivate critiche, in quanto gli aumenti sarebbero iniqui, dato che il 90% dell’imposizioni ricadrebbe su lavoratori dipendenti e pensionati.

    Ma vediamo cosa prevede il nuovo piano Vendola. Per i redditi sono i 15 mila euro, gli aumenti non scatteranno. Tra i 15 mila euro e i 28 mila euro, le aliquote regionali Irpef passeranno dallo 0,9% all’1,2%; per redditi superiori, l’aliquota passa ai massimi previsti dalla legge, all’1,4%.

    Da notare, che chi dichiara redditi superiori ai 15 mila euro, dovrà pagare l’addizionale su tutto il reddito, non solo sulla quota superiore ai 15 mila euro. Facciamo un esempio: un contribuente pugliese che dichiara 20 mila euro, fino ad oggi ha pagato un’addizionale Irpef di 180 euro, da oggi pagherebbe 240 euro, cioè 60 euro in più (0,3% sui 20 mila di reddito).

    Il salasso sarebbe ancora più evidente, al crescere del reddito. Lo scorso anno, il deficit sanitario che la giunta Vendola ha regalato alla Regione Puglia ha ammontato a 350 milioni di euro, il terzo in assoluto in Italia.

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