Quag, il miglior social network per gli amanti della politica

Scusi sa che ore sono?“, “Mi sa indicare questa via?“, “Mi sono perso, dove siamo?“. Tutte domande destinate al riposo eterno. Smartphone, Google Earth, geo localizzatore e in un attimo risolviamo tutti i nostri, vecchi, problemi. Ma per altri quesiti la risposta è Quag. Per esempio: “Qual è il sito piú sicuro per fare acquisti su internet?“; “Quale film di animazione mi consigliate?“; “Conoscete una buona ricetta per cucinare il pollo al forno?“. Domande pratiche di tutti i giorni ma mischiate con qualcosa di piú intrigante.

Le parole chiave per descrivere questo “nuovo” social network che ha ormai un anno ma che è in continua evoluzione sono: grafica interessante, ottima integrazione fra i motori di ricerca Google e Bing, registrazione semplice, utilizzo veloce e intuitivo. La cosa interessante di questa rete di relazioni è che si possono scegliere le sezioni d’interesse, si può intervenire anche in forma anonima, acquistare credibilità e mostrarla tramite una specie di votazione, nel proprio profilo. Se voglio parlare di politica, per esempio del nuovo ministro delle politiche agricole faccio una domanda, la corredo con il link di un articolo che magari ho appena letto e che mi ha suscitato delle reazioni, inserisco i campi di interesse e in tempo reale viene calcolato il numero di persone che seguono quegli argomenti e che potenzialmente potrebbero prendere parte alla mia discussione e rispondere.

Questo è un punto di forza notevole, soprattutto se si vuole parlare di politica e ormai i social network sono i neo salotti eletti per la politica. Ognuno può esprimere la propria opinione ovunque, ma Quag è sciolto da community, da approvazioni dei gruppi su Facebook o dai followers che potrebbero retwittare o aggiungere ai preferiti il tuo tweet. Se ci si iscrive a Quag si fa una scelta a monte ovvero quella di partecipare e quindi si capisce come la trovata della domanda aperta sia l’esatta congiunzione fra domanda e offerta, fra politica e partecipanti. Più che un social quindi si tratta di un interest network dove condividere in maniera diversa e con sconosciuti, discutere le proprie opinioni o interessi in merito a un argomento “x” che siamo noi a scegliere. I commenti alle discussioni possono essere di varia lunghezza, altro punto a favore dell’interazione libera.

Alla luce di quanto affermato pochi giorni fa dal direttore tecnico del sito Luca Giorcelli, il sito promette sviluppi intriganti: «Tra pochi mesi usciremo con una nuova interfaccia in cui si vedrà in maniera chiara quali sono gli interessi che hanno maturato gli utenti nel tempo, perché il sistema capisce cosa ti interessa da come ti comporti, non solo dagli interessi dichiarati in fase di registrazione. […] Quag presto sarà pronto per capire cosa vuoi e cosa cerchi senza che tu lo debba spiegare». Ecco dunque un nuovo modo di partecipare attivamente sul web. Curioso sará seguire le mode delle discussioni in relazione all’attualità politica che sta vivendo uno dei momenti piú anomali degli ultimi anni. Potremmo aspettarci come domanda: “Chi vorresti come presidente del Consiglio?“.

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