Quale tè bere in primavera

La primavera è la migliore stagione per bere tè verde. Molti sapranno, tuttavia, che esistono moltissime tipologie di tè verde e che la prima scelta potrebbe diventare molto ardua. Allora come fare? Oltre a sperimentare personalmente, che è la migliore strada per trovare proprio quello che si stava cercando, potreste orientarvi informandovi sulle caratteristiche e il gusto cercando di trovare quel tè che meglio si adatta ai vostri gusti.

Il tè verde, in generale, ha un sapore fresco ed erboso, alcuni di essi possiedono  anche delle note dolci. Di seguito propongo alcuni tipi di tè verde che ho personalmente provato e che trovo deliziosi per la primavera.

Tè verde Darjeeling
Molti pensano che il tè proveniente dalla regione indiana del Darjeeling sia nero e questo tè smentisce quanto si crede. Il Darjeeling è anche un tè verde raro che si mostra in tazza in tutta la sua raffinatezza. L’infuso somiglia un pò al Sencha giappponese: un aroma squisito, il gusto delicato e gentile al palato. Il tè nero originale del Darjeeling è un tè dal gusto fresco e morbido, coltivato nel nord dell’India da oltre 150 anni e molto apprezzato dagli intenditori. Noto per il suo aroma floreale, nella versione di non fermentato (verde) è particolarmente fresco. Per questa sua caratteristica andrebbe bevuto da solo, assaporandolo senza cibo, visto che qualsiasi accostamento coprirebbe i profumi delicati che sprigiona.

Gu Zhang Mao Jian
Si tratta di un tè verde cinese, raccolto unicamente in primavera, ricco di vitamina C, caffeina e tannini. Si presenta nell’aspetto con foglie fini dalle punte bianche, in tazza il colore è giallo-verde; il sapore fresco e delicato con un leggero retrogusto di castagna. Questo è uno dei tè più antichi e cresce nello Hunan. Secondo la tradizione è uno dei tè di lunga vita.

Hojicha
Un tè verde giapponese dalle foglie arrostite che discosta dagli altri per una leggera tostatura che le foglie subiscono dopo la cottura a vapore. Si tratta di un tè decisamente particolare: è arrostito in un vaso di porcellana sul carbone a legna, cotto ad elevate temperature, tanto da alterare il colore delle foglie che passa da verde a marrone-rossastro. Il processo di tostatura, inoltre, abbassa la quantità di caffeina. Per questa sua mitezza, Hojicha è un tè molto bevuto durante il pasto o dopo il pasto, la sera prima di andare a dormire ed è preferito dai bambini e dagli anziani. Hojicha è fatto in genere dalle foglie dell’ultimo raccolto della stagione (come il bancha), ma esistono altre varietà con il sencha o la tipologia chiamata Kukicha, fatta con i ramoscelli di tè piuttosto che con le foglie. L’infuso ha un aspetto che va dal chiaro-dorato al rosso marrone, ed è meno astringente a causa, scopro, della perdita di catechine che avviene durante il processo ad alta temperatura di tostatura. Emergono i sapori tostati che predominano nettamente sui quelli vegetali.

Long Jing
Si tratta di un tè verde cinese, chiamato anche Dragon well o Pozzo del drago, prodotto a Hangzhou nella provincia dello Zhejiang. Ha fama di donare lucidità alla mente, ottimo per chi deve studiare o lavorare. Ricco di teina e vitaminico, è uno dei tè verdi cinesi migliori. Possiede delle foglie schiacciate che a me danno l’impressione di essere pezzetti di pelle di drago, il sapore è dolce e morbido, un odore molto speciale.

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