Quando la mobilità si trasforma in opportunità

Questa non è una favola di Natale, anche se potrebbe sembrarlo.
Perché non ci sono solo storie di mobilità, chiusure e cessazioni ma piccole storie di rinascite, di imprese a lieto fine, di successo: “In questo momento, dopo 4 mesi da quando abbiamo iniziato, posso dire che è stato un successo. Ora vado a cucinare per il cenone con la mia famiglia per questa sera”.

Era circa un anno fa quando la Direzione dello Stabilimento Honda di Atessa ha comunicato ai suoi dipendenti l’apertura della procedura di mobilità dichiarando 170 esuberi sul totale del personale di circa 700. Le ragioni, quelle che ormai siamo soliti sentire da quattro anni: problemi di competitività sui costi del prodotto, riduzione del mercato di riferimento.

Ma l’accordo firmato presso il MISE insieme alla Regione Abruzzo, Provincia di Chieti e tutte le organizzazioni sindacali avvenuto il 20 dicembre 2012, recita qualcosa di originale: di questi 170 esuberi, per 80 c’è l’impegno alla riassunzione nei 3 anni successivi con contratti stagionali di 5 mesi, altri 30 a cui affidare alcuni servizi interni in quel momento assegnati a fornitori esterni, il restante uscite definitive dall’azienda con incentivi importanti, mobilità ed outplacement.
“Gli accordi individuali sono stati chiusi tutti entro il 30 aprile 2103, con facoltà da parte dei lavoratori di rimanere al lavoro fino al 31 luglio” mi racconta orgoglioso Alessandro Donatelli, HR Manager dello Stabilimento Honda.

Quel 20 dicembre del 2012 comincia una nuova storia per centosettanta persone che ogni giorno si recavano a lavorare in quel moderno stabilimento nella zona industriale di Atessa, filiale Italiana della Honda Motor Company, che produce oltre 650.0000 moto e scooter per il mercato italiano ed internazionale, una delle realtà economiche ed occupazionali più rilevanti della Val di Sangro.
Comincia una nuova storia anche per Leonardo, Mario, Antonio, Marco e Nico, colleghi ed amici, addetti al reparto Lavorazioni per i settori Power e Due Ruote (dove si fa ampio utilizzo di macchine a controllo numerico).

“Siamo venuti a conoscenza dell’idea dell’azienda di assegnare ad alcuni dipendenti i servizi esterni. Io, per arrotondare lo stipendio, durante il week end facevo attività di cuoco ed ho pensato che forse per il servizio mensa. Prima sono salito io, dalla fabbrica agli uffici della Direzione, e mi hanno detto che minimo dovevamo essere in cinque. Allora ho invitato più di uno dei miei colleghi ma solo in quattro erano d’accordo a capire di che cosa si trattava”. A parlare è Leonardo Di Nucci, oggi amministratore e socio fondatore di Penta Food, società fondata dai cinque addetti al reparto lavorazioni, che ha preso in mano il servizio mensa dello Stabilimento e che oggi serve dai 350 ai 370 pasti al giorno.
Si sono preparati, informati, con l’aiuto dell’Azienda che gli ha suggerito il commercialista e la banca ai quali affidarsi, hanno fatto i loro piani e le loro simulazioni ed infine hanno accettato di licenziarsi il 31 luglio e di cominciare questa attività imprenditoriale.

A parte Leonardo, 51 anni a febbraio, nessuno dei cinque soci aveva mai messo piede in una cucina industriale, per questo Leonardo sottolinea orgoglioso come la vera scommessa (vinta) fossero loro quattro, per ognuno dei quali sono stati creati dei ruoli ben precisi: Mario, 50 anni, si occupa degli affettati e dei panini; Antonio, 35, si prende cura del bar e delle colazioni; Marco, 39, gestisce il magazzino; Nico, 30, “sta in cucina con me”.
A loro cinque si aggiungono poi ben 5 dipendenti.

Solo multipli di “cinque” per la Penta Food. Si comincia a lavorare con le colazioni al mattino alle 7:00. “Abbiamo introdotto un nuovo servizio pensando ai colleghi che arrivano in pullman e che sono costretti a fermarsi all’esterno fino all’inizio del turno. Abbiamo attivato un bar che serve la colazione ad un prezzo più basso, tariffe concordate con L’Azienda, naturalmente, rispetto all’esterno, così possono sedersi ed aspettare al caldo, leggendo il giornale che uno di noi compra al mattino”.
Poi dalle 11:00 tutti all’opera al servizio mensa.

Leonardo racconta orgoglioso delle piccole grandi scelte effettuate per migliorare il servizio offerto. “Prima di tutto l’igiene”: tovaglietta sul vassoio e posate imbustate.
Poi “la qualità dei prodotti, tutta roba locale e di stagione. Adesso ci sono i finocchi e cuciniamo quelli, poi ci saranno le zucchine…” .
Un tavolo al centro della sala con i condimenti aggiuntivi. L’olio extra vergine di oliva della loro Terra, il martedì una selezione di formaggio primosale di un caseificio amico nelle varianti rucola, tartufo e noci, il mercoledì il piatto che va più forte di tutti: mezzi rigatoni porcini e tartufo.

Ogni giorno i dipendenti Honda possono scegliere tra due primi, due secondi, contorni, frutta ed il venerdì c’è anche il gelato.
Ma almeno due volta alla settimana tra i primi c’è la pasta lunga tipo spaghetti o fetucelle ,“perché i giapponesi (quelli di casa madre Honda) amano la pasta lunga”. I giapponesi che i primi mesi interrogano Leonardo per capire come faccia a garantire quel livello di qualità con gli stessi costi a pasto dei fornitori precedenti.

Leonardo si siede tra i suoi colleghi, chiede cosa piace di più, chiede feed-back costantemente e si inventa nuovi servizi come quello della colazione o del pasto servito nella sala Roma durante le riunioni di lavoro che coinvolgono ospiti che così non devono più essere portati nei ristoranti all’esterno della fabbrica; i menù speciali a tema per la proprietà giapponese (il riso al curry e il pollo fritto in pastella) oppure il pranzo di Natale nel totale rispetto della tradizione abruzzese.

Lavorare con il cuore, avendo a cuore i tuoi clienti, che “sono te” ha permesso a Penta Food di portare dal 60% al 94% l’utilizzo della mensa da parte dei dipendenti. Questo è il segreto, se così possiamo chiamarlo. L’economia di scala è importante, permette di abbattere i costi fissi e di avere maggiori margini. permette di pensare ad un futuro.
Un futuro che Leonardo interpreta così: “Spero che la Honda si riprenda, che possa tornare ai livelli di occupazione di prima e che noi si possa usufruire di questo bel sogno”.

Ricerca personalizzata