Ragazzo francese pianifica omicidio. La colpa? Dei videogiochi

    bambinoDopo che un ragazzo francese di tredici anni, Raymond Yeddou, ha pianificato un omicidio, si riaffaccia l’ onta per chi gioca con dei videogames violenti.

    Dopo l’ arresto del giovane che stava per uccidere la sua professoressa con dei colpi di fucile, i primi testimoni hanno sentenziato che la colpa di questo gesto estremo è tutta da attribuire ai videogiochi che il ragazzo “ama”, carichi di violenza e sangue.

    Si riaffaccia, quindi, una polemica lunga un ventennio, da quando cioè sono nati i primi videogames, e che sembrava essersi sopita. Non voglio fare falsa retorica, i videogiochi, spesso, sono violenti e trattano argomenti non adatti a bambini in età cosiddetta a rischio. In certi casi, sarebbe sufficiente controllare i propri figli e comprare dei giochi adatti alla loro età. In queste occasioni, comunque, a molti piace trovare dei capri espiatori, e sollevare la polemica sui videogiochi crea un falso alibi ad un ragazzo che andrebbe aiutato. Inoltre mi domando se lui oltre a giocare con la sua consolle, non abbia mai acceso la TV, piena di programmi meno “controllabili” (ricordo che i giochi vengono sicuramente acquistati con genitori, mentre la televisione può essere vista da soli). Come mai il polverone è stato sollevato contro i videogiochi e non contro la TV?

    Voglio lasciarvi proprio con questo interrogativo, ricordandovi che potete lasciare un commento e dire la vostra.

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