Raggiunto l’accordo sul debito americano: fine dello shutdown

Abbiamo combattuto una buona battaglia, è solo che non abbiamo vinto“. Non sono parole di Pier Luigi Bersani di qualche mese fa, ma quelle dello Speaker repubblicano John A. Boehner. I Repubblicani hanno quindi rinunciato alla loro battaglia, seppur con amarezza, contro l’Affordable Health Care Act, concordando il budget di spesa, accordandosi sul debito, evitando così il default che avrebbe comunque avuto influenze su tutta l’economia mondiale. Dopo sedici giorni di shutdown, il governo federale si riaccende, appena in tempo. Infatti era notizia di qualche ora prima, che il Dipartimento del Tesoro denunciava che la costosa situazione dello spegnimento del governo, non poteva che cessare perché altrimenti le casse dello Stato si sarebbero svuotate irrimediabilmente, scivolando così verso il default.

Il presidente Obama ha accolto con gioia i risultati dei voti al Senato, il primo step verso la risoluzione della spinosa situazione di queste ultime due settimane, mentre era in attesa della conferma della House cioè della Camera, data per certa, e ha così dichiarato: “Dobbiamo smetterla con questa abitudine dell’essere governati dalle crisi. Potremmo concludere tutto ciò anche entro quest’anno, se tutti quanti convergessero in uno spirito comune, così come possiamo mandare avanti questo Paese e mettere da parte il ricordo di queste ultime tre settimane“. Questo dunque non è un punto di arrivo ma di partenza: altre sono ora le questioni di cui discutere, come quella sull’immigrazione.

Con ottantuno voti favorevoli e diciotto contrari, lo stallo si è interrotto al Senato e qualche ora dopo anche alla Camera dove i voti a favore sono stati duecentoottantacinque contro i centoquarantaquattro restii a concedere la vittoria ai Democratici. La giornata di ieri si è chiusa così e per oggi si attende la riapertura e il ripopolamento di tutti gli uffici federali.

Come per esempio, quella dell’ufficio che gestisce la distribuzione del Social Security Number, un documento necessario e indispensabile per chiunque si trovi negli Stati Uniti e abbia qui un lavoro. Il numero di Sicurezza Sociale è un numero di previdenza, a nove cifre, che collega il cittadino con il sistema federale, il quale monitora i guadagni: è indispensabile per trovare un lavoro, percepire i benefit di previdenza sociale e ricevere altri servizi governativi. Senza questo numero, molte banche non consentono l’apertura di un conto, anche se appunto, a causa dello shutdown, qualcuna ha chiuso un occhio.

Quindi si riapre una nuova fase della politica americana, o per lo meno, questa l’interpretazione che ne ha dato il presidente Obama. Non è difficile credere che si prospettino nuovi scenari fra le fila dei Repubblicani desiderosi di riacquistare terreno e dimenticare questi sedici giorni di cui certo il potere del partito ha risentito.

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