Ray Donovan, il faccendiere di Hollywood nella nuova serie targata Showtime

Showtime è (quasi) sempre garanzia di ottimi show e per la nuova stagione 2013 ha puntato decisamente sulla qualità di cast e produzione. E pare aver decisamente centrato il bersaglio con i suoi nuovi prodotti, le due serie Ray Donovan e Masters of Sex.

Come in un passaggio di testimone, Ray Donovan ha debuttato in America il 30 giugno, subito dopo la prima puntata della season finale del cavallo di battaglia del network televisivo, il serial killer Dexter, conquistando già nella prima serata il record di ascolti nella storia delle series premiere con circa 3 milioni di spettatori (sommando dati televisivi e servizio on demand ) e proseguendo per tutti e 12 gli episodi con risultati davvero altissimi, garantendosi così a pieno titolo il rinnovo per la seconda stagione e una straordinaria critica.

La prima stagione di Ray Donovan è sulla buona strana per diventare il nostro migliore debutto di sempre. Ann Biderman e il suo incredibile team creativo, uniti allo strabiliante cast capitanato da Liev Schreiber, hanno prodotto una delle serie drammatiche più di successo di quest’anno. Siamo orgogliosi ed emozionati di ordinare un’altra stagione dello show” ( David Nevis, Presidente Showtime )

Ma chi è Ray Donovan? Come il signor Wolf in Pulp Fiction, il protagonista della serie è un elegante fixer ovvero risolve problemi scomodi che nessuno vorrebbe mai trovarsi tra le mani. Nel mondo laccato di Hollywood è il migliore e per questo dispone di una fortissima squadra di collaboratori e ha conquistato con grande sacrificio il successo meritato. Ma dietro all’apparente vita perfetta, con moglie, figli e villone sulle colline più famose d’America si nascondono traumi personali e rapporti famigliari complicati che riemergono come mostri quando nella vita di Ray si manifesta di nuovo il padre Mickey Donovan, criminale condannato a 20 anni uscito per condizionale. L’equilibrio del carismatico faccendiere si spezza con ripercussioni su tutto il suo mondo affettivo (prima di tutto con la moglie) e lavorativo.

La marcia in più di questa nuova produzione rispetto ad altri dello stesso genere è sicuramente il cast, che vanta una carrellata di attori celebri e di grande talento a partire da Liev Schreiber che interpreta Ray Donovan, conosciuto al grande pubblico per svariati ruoli come in “Al vertice della tensione“, “The Manchurian Candidate” e “X-Men le origini – Wolverine“, e Jon Voight nel ruolo del padre che grazie al suo talento da Oscar, riesce a confezionare un “cattivo” dal forte spessore psicologico; il tutto ideato da Ann Biderman, già creatrice di Southland.

Anche se a tratti un po’ lento, Ray Donovan è un telefilm che merita sicuramente di essere visto (sperando che arrivi presto in Italia) non tanto per lo spaccato torpido e criminale che ci presenta dell’universo Hollywoodiano, ma quanto per le vicende umane che si consumano dietro di esso, per la conflittualità estrema tra padre e figlio che scivola sempre sul filo della morte e per il taglio originale donato al protagonista, elegante anche in momenti di estrema violenza, carismatico e glaciale a contatto con i clienti ma fragile ed emotivo nel suo universo privato.

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