Recensione, Metro 2033

    E se la data della fine del mondo non fosse quella del 21/12/2012, come dicevano i Maya, ma quella del 2033, come ipotizza Dmitry Glukhovsky?

    Metro 2033, è la trasposizione videoludica del libro dell’ autore di cui sopra. Il gioco lo riproduce fedelmente, regalandoci attimi di pura adrenalina ed atmosfere cupe.

    La fine del mondo arriva, un pò come tutti immaginiamo, dopo una terribile guerra nucleare, che “regala” un mondo invivibile. Unico rifugio diventa la metropolitana, e proprio nella metro moscovita tale gioco è ambientato.

    Un pò survival horror, un pò sparatutto, in Metro 2033 la THQ non si fa negare assolutamente nulla.

    Il protagonista è Artyom, che, dopo aver vissuto sempre nella Metro, decide di salire in superficie per affrontare una nuova razza che sta minando la popolazione terrestre.

    L’ ambientazione, sviluppata su due livelli, lo porterà spesso nuovamente nella buia metropolitana, tra cunicoli oscuri e persone cordiali.

    La pecca maggiore, probabilmente è che non c’è il tempo di appassionarsi a questo gioco, poichè, nonostante la trama avvincente, non regala più di 8-10 ore di gioco.

    Insomma, un buon titolo, ma nulla di più. Meglio “buttarsi” sul libro.

    Voto 6

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