Il 14 Aprile il reddito di inclusione per i poveri è diventato legge, concretizzandosi in modo definitivo con la firma tra il governo e Alleanza contro la povertà. Lo scopo è quello di dare un sostegno economico alle famiglie che vivono in povertà assoluta, prendendo al contempo dei provvedimenti in grado di garantire una soluzione che permetta loro di uscire da questa difficile condizione.

A beneficiare di tale reddito saranno dapprima 400 mila famiglie tra le quali avranno la precedenza quelle con presenza di minori, donne in stato di gravidanza, disabili ed over 55 senza lavoro. L’importo dell’assegno mensile affidato loro verrà stabilito in base ad una serie di calcoli che terranno conto dell’effettivo stato di povertà dell’intero nucleo familiare, per una cifra massima di 485 euro. Potranno beneficiare di questa somma anche le famiglie che vivono in case di proprietà purché a queste non siano associati patrimoni immobiliari la cui vendita potrebbe garantire loro di uscire dalla soglia di povertà prevista dal reddito di inclusione. Inoltre ogni famiglia dovrà rendersi partecipe nel collaborare per accettare gli aiuti, che verranno stabiliti in futuro, e che avranno come fine quello di risolvere definitivamente la situazione in cui si trovano.

Per riuscire ad attuare tutto ciò, il governo, con la legge di stabilità del 2016 aveva già stanziato un fondo da un miliardo di euro al quale si sono aggiunti i 150 milioni del 2017. Per il 2018 si pensa ad uno sblocco di ulteriori 500 milioni, in modo da raggiungere nel minor tempo possibile più famiglie possibili. Una strategia che mira a ridurre il totale delle famiglie disoccupate che al momento consta di un 7,6% di italiani che non sono i grado di garantirsi uno standard di vita accettabile.