Il mondo dei software cambia approccio e diventa più Agile

Anche il mondo software sta cambiando, per adattarsi alla velocità del mercato, per andare incontro ai nuovi bisogni delle aziende che richiedono agli sviluppatori prodotti sempre più evoluti in meno tempo. Sta cambiando l’approccio con cui si affronta un progetto, cercando di mettere al centro il cliente e dando potere al team di lavoro.

Questo nuovo approccio non poteva avere un nome più significativo, metodologia Agile. Forse non molti avranno sentito parlare di queste metodologie, ma qualcuno sarà più familiare con il concetto di lean manufacturing o produzione snella. Essa è una filosofia industriale che ha come obiettivo principale la riduzione degli sprechi fino ad eliminarli completamente.

Questi principi hanno trovato applicazione anche in campo informatico, dando vita al concetto di lean software development. La riduzione degli sprechi in questo settore significa soprattutto capire i requisiti di base, avere una comunicazione chiara e produrre un codice essenziale, senza funzionalità non necessarie.

Questo nuovo approccio allo sviluppo software ha trovato spazio all’interno del Movimento Agile, che nasce e prende ispirazione da un Manifesto, che ha formalizzato i principi su cui si basano le metodologie leggere. Questo documento è stato redatto nel 2001 da un gruppo di progettisti software e guru dell’informatica che si sono spontaneamente riuniti nell’Agile Alliance.

Nel corso degli ultimi dieci anni questa filosofia si è rinforzata di nuovi sostenitori, di metodologie innovative, di case history, fino all’insegnamento delle metodologie agili nelle università. L’italian Agile movement, l’associazione senza scopo di lucro per la promozione della cultura Agile in Italia, è la maggiore responsabile della diffusione nel nostro Paese.

Proprio questo weekend si è tenuta a Reggio Emilia la decima edizione dell’Italian Agile Days, un’evento dedicato ai metodi Agili per lo sviluppo e la gestione dei progetti software, rivolto a sviluppatori e project manager con l’obiettivo di fare network e condividere esperienze. È anche un’ottima occasione di incontro tra aziende che operano nel settore e giovani sviluppatori in cerca di opportunità.

Oltre all’italian Agile movement, l’evento è stato organizzato dal Dipartimento di Scienze e Metodi dell’Ingegneria dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, e REStart, campo gravitazionale per l’innovazione e il talento, sempre nel contesto della città emiliana.

Nello splendido contesto dell’Università di Modena e Reggio Emilia e del Teatro Ariosto si sono avvicendati molti speaker che hanno tenuto workshop molto pratici, più o meno approfonditi, sulle tecniche per introdurre o applicare ai progetti un approccio più agile e leggero. I geek più innovativi d’Italia hanno messo il naso fuori dalle loro cantine per innanzitutto sperimentare insieme le nuove metodologie, creare team di lavoro che utilizzassero un approccio diverso, e successivamente per raccontare le esperienze positive, i progetti realizzati utilizzando l’Extreme Programming, Scrum e altre metogologie innovative, come è successo a Reggio.

In un progetto software agile, le interazioni tra le persone sono al centro, le relazioni e la comunicazione all’interno del gruppo di lavoro sono fondamentali. Il team di sviluppo dev’essere il più flessibile possibile, per questo rilascia versioni del software ad intervalli frequenti, rispondendo ad eventuali cambiamenti richiesti dal cliente. Si cerca di ridurre al minimo la documentazione e i tempi morti, che appesantiscono la progettazione. Il cliente è al centro del progetto.

Questo approccio è molto indicato se il team di sviluppo è piccolo e molto coeso, con elevata esperienza. Nel caso non si abbiano fin dall’inizio ben chiari tutti i requisiti, il metodo agile è perfetto in quanto l’analisi dei requisiti è distribuita su tutto il progetto. Quando infine le deadline sono molto stringenti, per problemi di budget ma anche per ridurre il time-to-market, cosa che avviene molto spesso, lo spreco di tempo e di risorse è bandito. Questa necessità incontra l’approccio lean contro ogni spreco, che porta ad una diretta riduzione dei tempi di conclusione del progetto.

Eventi come lo IAD 2013 e lo sviluppo in generale di questa innovazione metodologica ha donato nuova luce agli occhi di questi professionisti, abituati alla penombra e al ticchettio dei tasti, gli ha donato la parola, per collaborare con gli altri componenti del team e sviluppare un flusso di comunicazione chiaro, ed infine gli ha fornito il metodo per adattare la velocità con cui scorre l’innovazione tecnologica ai bisogni del mercato.

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