Renato Zero contro Sanremo

Renato Zero, uno dei grandi poeti della Canzone Italiana, parlando senza peli sulla lingua come sua consuetudine ha dichiarato alla trasmissione “Chiambretti 10” su Radio 2 – “Non andrò’ al Festival di Sanremo, il confronto così com’è è anacronistico, dobbiamo deciderci di dare una svolta a questa musica, portandola e facendola conoscere anche fuori dei confini italiani” – .

L’attacco al Festival della Canzone Italiana è forte, deciso e le affermazioni sono coerenti con ciò che Renato Zero ha dimostrato di essere, ovvero un innovatore dal profondo dell’anima. Il cantautore romano ha fatto presente ancora una volta il suo pensiero, formatosi grazie alla sensibilità di cui ha sempre dato prova sin dagli esordi, una mentalità che comprende nella sua essenza la realtà in cui viviamo. Per tale motivo, incalzato dal conduttore su i grandi nomi presenti al prossimo Sanremo, Renato Zero risponde – “Cerchiamo di far conoscere la nostra melodia anche all’estero e poi ripieghiamo ancora una volta su questo giochino che vince chi canta, forse, peggio o chi scrive la canzone meno coraggiosa”.

E di coraggio, durante tutto il suo percorso, Renato Zero ne ha avuto davvero da vendere. Per i “Sorcini” (così si autodefiniscono i fan di Zero – ndr.) è semplice riconoscere ancora una volta coerenza tra il dire e l’agire del cantautore, ma per tutti coloro i quali avessero una conoscenza meno approfondita, è senza dubbio necessaria qualche delucidazione in merito.

Renato Zero ha da subito suscitato scalpore come personaggio, a partire dalle sue eccentriche e bizzarre trasformazioni nel look, che per l’epoca in cui è comparso sugli schermi era decisamente “originale” (siamo nel 1967): piume, lustrini, paillettes, maschere animali e chi più ne ha più ne metta. Ma la vera innovazione è nelle tematiche affrontate nelle sue canzoni, totalmente al di fuori dei temi “fiori e cuori” che andavano per la maggiore all’epoca. Descrive amicizia, temi sociali, condizioni di degrado dell’umanità.

Sin da subito si mette in gioco con situazioni scottanti e spinose, infatti nel 1974 scrive “Qualcuno mi renda l’anima” che tratta la tematica degli abusi sui minori, in un tempo in cui la lotta alla pedofilia era ancora nel suo stato embrionale, un testo forte, attuale ancora oggi in tutta la sua drammaticità.

Tra il ’76 ed il ’79 canta brani quali “Hanno arrestato Paperino”, “Mi vendo”,“Triangolo”e “Baratto” che molto ironicamente parla dei trapianti e della vendita di organi. Sempre in quegli anni scrive “La tua idea” un vero e proprio inno alla libertà di pensiero ed al perseguimento dei propri principi ed ideali. Nel 1980 è la volta di “Potrebbe essere Dio”, un monito al mondo per ritrovare un contatto con la spiritualità che sembrava e sembra ancora essersi perduta.

Anche oggi che è in giro con il suo tour, come sempre, Renato Zero resta al passo con i tempi, vede un mondo quasi privo di barriere e che la realtà non è più soltanto nel nostro “mondo-Italia”, ma è ormai integrata in una visione globale, della musica, dell’umanità.

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