Matteo Renzi, che ha ormai stabilito un contatto diretto con i cittadini attraverso Twitter, ha annunciato al termine del Consiglio dei Ministri che la web tax è stata rimossa.
Questo il tweet: «Avevamo detto no alla web tax. Siamo stati di parola»

Il Governo, dopo aver deciso di ritirare il pacchetto di conversione in legge del Decreto Salva Roma, ha eliminato anche una serie di altri commi che riguardavano altre questioni e che avevano trovato spazio al suo interno.
Tra queste vi è, appunto, la web tax, ideata dal deputato Pd Francesco Boccia, al fine di costringere le multinazionali dell’e-commerce a pagare le tasse allo Stato Italiano.

Il decreto originario prevedeva un rinvio nella sua applicazione dal primo gennaio al primo aprile 2014 ma, a seguito della rinuncia al Decreto Salva Roma, sarebbe scattata l’applicazione della web tax dal 1 marzo 2014, cosa che avrebbe creato un bel po’ di problemi.

La web tax prevede, nello specifico, che le aziende che operano nel nostro Paese, in modo diretto o mediante filiali, siano obbligate ad aprire una partita iva italiana attraverso cui versare le imposte, evitando che queste spostino i loro introiti in Paesi con tassazioni inferiori.
Una procedura che alzerebbe la tassazione delle rendite dando luogo ad un aumento dei prezzi oppure, addirittura, potrebbe portare alla chiusura da parte di queste aziende dei rapporti con i clienti italiani.
Senza contare che sarebbe stato improponibile richiedere ed ottenere la partita iva in tempi così ristretti.

Altra complicazione giunge dalla normativa europea che prevede, in casi simili, che il paese interessato invii il testo del provvedimento all’Unione ed attenda 90 giorni, prima dell’entrata in vigore dello stesso, in attesa di eventuali osservazioni della Commissione.
Visto che non era stata presentata nessuna documentazione la repentina entrata in vigore della web tax avrebbe di certo trascinato l’Italia nella procedura d’infrazione con esiti negativi visto che la Commissione aveva già espresso perplessità sul provvedimento.

Il problema, però, è stato risolto e Renzi in uno dei suoi tweet ha rimandato la questione «in un quadro di normativa europea».
Il Consiglio dei Ministri ha approvato anche un decreto sugli enti locali che contiene le nuove misure Salva Roma.
Il Sottosegretario alla Presidenza Delrio ha spiegato che la somma destinata alla capitale resta la stessa anche se cambieranno le modalità, si tratta di somme dovute al commissario che saranno anticipate invece che diluite.