Riot, la rivoluzione su piattaforma crowdfunding

Chi ha in mente di fare o disfare una rivoluzione (parola fin troppo inflazionata negli ultimi anni) potrà farlo direttamente da casa e non con proclami, articoli di protesta su facebook o twitter, ma partecipando  attivamente all’incendio di camionette della polizia, lanciando sassi ai poliziotti, brandendo forconi, avanzando con cortei e striscioni o arrestando i rivoltosi, il tutto giocando semplicemente ad un videogioco su piattaforma Indiegogo per crowdfunding, ovvero finanziando il progetto di un privato a scopo sociale.

La protesta, dunque, si sposta dalle piazze calde d’Egitto o di New York, per traslocare sulla realtà virtuale. A permettere questa nuova e meno perciolosa forma di protesta è una start-up italiana che ha pensato ad un gioco per Ios e smartphone chiamato appunto Riot (rivolta). L’ideatore di questo, più che mai attuale, game è un ragazzo fiorentino di soli 26 anni, Leonard Menchiari. Stando a quanto afferma Leonard, Riot è un videogioco a scopo ludico, unico nel suo genere, che da l’opportunità a coloro che sono interessati ai temi di stretta attualità come il cambiamento sociale di entrare nella mischia degli scontri di piazza e capire in prima persona i rischi e le emozioni di un simile scenario di lotta, sia che ci si immetta nelle fila della polizia e quindi punendo i violenti, sia che si aderisca alla parte dei dimostranti. Va detto che lo screenplay e la grafica s’ispirano soltanto ai fatti di cronaca degli ultimi mesi ma non vengono, in alcun modo, riprodotti luoghi o persone direttamente interessati alle proteste in questione. I soldi raccolti con il videogioco, sempre stando alle dichiarazioni di Menchiari, saranno messi a disposizione per viaggi in Europa e in Egitto, per tutti coloro che vorranno documentare in tempo reale le nuove manifestazioni di protesta e quello che succederà in quei frangenti tra manifestanti e polizia.

L’ispirazione per questa insolita forma di partecipazione sociale, è sorta a seguito delle manifestazioni che ci sono state gli scorsi mesi in Val di Susa. Leonard era fra i manifestanti che lottavano contro la costruzione della Tav e trovandosi nel pieno di uno scontro tra notav e polizia ha ben pensato di riprodurre le emozioni, l’adrenalina e le dinamiche che si innescano durante un inseguimento tra dimostranti e polizia, in particolare, quando la folla diviene un unico blocco volto a difendere il singolo manifestante.

Riot sarà un videogioco posto su una piattaforma IndieGoGo per crowdfunding, il sistema di raccolta fondi per progetti ideati da privati a scopo sociale. Obiettivo del fundraising, è raccogliere la cifra di 15 mila dollari. Stando a quanto affermano gli sviluppatori, suddetta somma servirà a finanziare le spese relative ai costi dei software, affitto dei locali per lo staff, licenze e raccolta materiale per lo screenplay, oltre a come già accennato, a finanziare progetti di viaggio all’estero per documentare le nuove rivolte di piazza. Il costo per chi intende giocare a Riot è di 5$ per una copia su versione Android o iOS. Termine ultimo di raccolta fondi è fissato per il 16 marzo.
Spendendo un po’ di più, sarà possibile avere Riot anche su pc e Mac. Per chi vuole saperne di più, basta vedere il trailer che circola in rete; immagini da cui si evince lo stile “pixel-art” e i primi comandi per “innescare” o “sopprimere” la rivoluzione. Per tutti coloro che sono interessati a finanziare il progetto o conoscere semplicemente più nel dettaglio questo particolarissimo videogioco, basta cliccare sulla pagina di Riot messa a disposizione da Indiegogo.

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