Risolto l’omicidio di Baby Hope: dopo 22 anni si scopre che si trattava di pedofilia

Il 23 luglio del 1991 il corpo malnutrito di una bambina di 4 anni venne trovato in un frigorifero da picnic in un parco lungo Henry Hudson Parkway nel quartiere di Inwood di Manhattan. C’erano segni evidenti di violenza sessuale su quel corpicino legato e avvolto in un sacchetto. Nessuno ne denunciò la scomparsa e fu impossibile risalire alla sua identità. I detective del NYPD, che allora indagavano sull’omicidio, pagarono le spese per il funerale e sulla lapide le diedero il nome di Baby Hope, giovane speranza.

È rimasto un cold case per 22 anni, ma due giorni fa c’è stata una svolta.

Una cliente di una lavanderia di New York ha sentito parlare una commessa della terribile morte di sua sorella. A seguito della sua denuncia, la polizia ha prelevato dei campioni di DNA dalla commessa, che si é scoperta essere la sorella maggiore di Baby Hope, o meglio, di Anjelica Castillo. Questo il nome della povera bambina uccisa 22 anni fa da suo zio, Courado Juarez, ora cinquantaduenne, mentre giocava nel corridio di casa sua. La madre di Anjelica, separata dal marito che si era portato con sé le due bambine, non aveva più avuto notizie delle sue figlie, mentre il padre non ne aveva denunciato la scomparsa perché, essendo un clandestino, aveva timore di dover ritornare in Messico.

La piccola Anjelica é stata vittima di un child monster, cioè di colui che compie un’attività sessuale illecita su un minore. Secondo una classificazione elaborata dall’FBI possono essere distinti in due categorie: quelli situazionali e quelli preferenziali. I primi scelgono le loro vittime sull’impulso di un momento, sono più frequenti, ma le loro vittime non sono numerose. I secondi sono quelli che hanno precise preferenze sessuali per i minori, che vengono scelti in base a caratteristiche ben precise. Curado Juarez, il carnefice di Baby Hope, è un child monster situazionale, perché ha scelto la sua unica ed ultima vittima sulla base di un impulso irrefrenabile momentaneo.

Il tema della pedofilia è spesso falsato da timori e generalizzazioni irrazionali, ma il problema che va evidenziato, purtroppo, é che per anni c’è stata una negazione sistematica del fenomeno, di cui ci si occupa solo dopo un terribile avvenimento di cronaca. Adam Walsh, il 27 luglio del 1981, ha sei anni quando si allontana dalla madre, che sta acquistando dei mobili in un centro commerciale, per andare al reparto giocattoli. Il suo corpo verrà ritrovato in un canale 15 giorni dopo. Nel 2006 Bush ha fatto approvare l’Adam Walsh Child Protection and Safety Act, che prevede la costituzione di un elenco di tutti coloro che hanno subito una condanna per violenze sui minori.

Amber ha dieci anni, va a trovare i nonni in Texas. Prende la sua bici per fare un giro, ma non torna più. Il suo cadavere verrà ritrovato solo dopo quattro giorni. La sua morte porterà alla realizzaziine dell’Amber Alert, dove Amber non é solo il nome della povera bimba uccisa nel 1996, ma è l’acronimo di Americs Missing Broadcasting Emergency Response, un sistema con cui viene segnalata ai cittadini la sparizione di un minore tramite i media.

Nel luglio del 1994 la piccola Megan sparisce ad Hamilton, New Jersey. La cercano tutti nel quartiere, anche un suo vicino, Jesse Timendaquas.Sarà lui a trovare il cadavere, in una zona poca frequentata di un parco. In sua memoria é stata emanata la Legge di Megan, perché si scoprì che ad ucciderla fu proprio Timendaquas, che aveva precedenti per reati sessuali su minori. Con questa legge quando arriva in una comunità un condannato per abusi su minori deve essere avvisata tutta la comunità.
Prima delle leggi, anche i miti greci e romani, ma soprattutto fiabe si sono occupate del problema della pedofilia. Basta citare Pelle d’asino di Perrault o dello stesso autore Cappuccetto rosso: le bambine non devono dare ascolto ai lupi, specie a quelli tranquilli, compiacenti e dolci, che possono seguirle dentro le case e per le strade.

E i lupi come Courado Juarez, purtroppo, esistono.

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