Apre oggi nella capitale il Museo Ambientale e Crimine(MACRI), ospitato dal Bioparco della città e realizzato grazie alla collaborazione del Corpo Forestale dello Stato.

La struttura, unica nel suo genere in Europa, si estende per 400 mq e ospita alcuni dei reperti che la polizia giudiziaria ha sequestrato nel corso degli ultimi 20 anni grazie al Sevizio Cites del Corpo forestale dello Stato. All’interno del museo si potranno quindi osservare resti di avorio grezzo e lavorato, monili, conchiglie, carapaci di tartarughe, pelli, coralli e farmaci della medicina tradizionale cinese, realizzati con parti di animali protetti e tutelati.

Il fine di questa esposizione è la sensibilizzazione del pubblico a temi quali quello del commercio illegale di flora e di fauna in via d’estinzione, un mercato che fattura una cifra come 260 miliardi di euro l’anno e che viene ad essere il secondo mercato clandestino al mondo.

Il museo è dunque strutturato in modo da avere un forte impatto emotivo sui visitatori, e al suo interno c’è l’incontro fra antico e moderno, per cui i vari reperti vengono presentati al pubblico grazie a strumenti tecnologici sofisticati, quali due totem interattivi con sistema touchscreen ed uno schermo, anch’esso tattile, mediante i quali visionare immagini e filmati riguardanti la mostra.

Un’occasione importante per prendere coscienza e contrastare, per quanto possibile, un commercio illegale che devasta e deturpa il nostro pianeta.