Roma-Lazio: quei divieti che rovinano uno degli spettacoli più belli

Roma-Lazio è da sempre una sfida ricca di tensione. Tanto più ora con il prefetto che minaccia, per l’ennesima volta, di spostare la sede della partita in un’altra città, e poi con il divieto di poter sfoggiare la coreografia degli ultrà laziali perchè ritenuta pericolosa e lesiva per la controparte romanista.

Quello che era stato programmato era un volo di palloncini gonfiati ad elio (quindi un gas non infiammabile) e degli striscioni che ricordano il derby di Coppa Italia. Tutto questo sarebbe pericoloso e insulterebbe i tifosi romanisti. E’ difficile capire come possa esserlo, soprattutto se pensiamo a quanto fatto dai tifosi del Varsavia in Europa League proprio all’Olimpico pochi giorni fa. Petto nudo, tamburi e voce! Quel sano tifo che tutti amano e che ci stanno facendo dimenticare. Andrebbero puniti i cori volti ad insultare i morti, più volte li abbiamo sentiti negli stadi italiani, non la goliardia che ha da sempre caratterizzato i nostri stadi.

Tutti questi avvenimenti però stanno distogliendo l’attenzione da quello che è veramente importante, la partita. E’ di questi giorni la notizia che il capitano giallorosso Francesco Totti ha rinnovato il contratto fino al 2016 e che quindi giocherà fino a 40 anni. La Roma inoltre è prima in campionato a punteggio pieno e sembra rinata dopo gli ultimi anni. Ha riscoperto un Maicon in grande spolvero e la difesa non è più quella statica e disattenta vista con Luis Enrique, Zeman ed Andreazzoli. De Rossi è ritornato sui livelli del 2006 e gli innesti di Ljajic e Strootman hanno dato ancora più solidità e forza alla squadra. Tutti i giocatori sono pronti e determinati a scrollarsi di dosso il prima possibile i residui della finale di Coppa Italia, tutta questa pressione però è un’arma a doppio taglio, la Roma è una squadra con giocatori di esperienza ma i più anziani riusciranno a dare la giusta dose di fiducia ai giovani?

In casa Lazio la situazione è molto più rilassata, Petkovic può lavorare con una squadra serena e confortata dalla vittoria in Europa League, ma che soprattutto non arriva al derby con l’imperativo di vincerlo. I tifosi infatti si cullano ancora sulle note del 26 maggio, anche se una vittoria permetterebbe di affossare una volta per tutte i gli eterni rivali. Il tecnino laziale si affiderà comunque alla formazione migliore. Con il reintegro di Ledesma, e con Hernanes, Candreva, Lulic e Gonzalez (o il nigeriano Onazi) a supporto del panzer tedesco Miroslav Klose. Segnali importanti sono arrivati dalla “cantera”, il giovane Keita infatti giovedì in coppa ha dato un’ottima impressione siglando l’assist per il decisivo goal di Hernanes. E chissà che non sia il momento di vedere in azione anche il tanto atteso Felipe Anderson.

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