Roma low cost, una grande capitale per un piccolo budget

C’è sempre un buon motivo per tornare a Roma o, se ci vivete, per lasciarvi conquistare da qualche angolo sorprendente che vi è sfuggito. Probabilmente i must to see li avete già collezionati tutti, più e più volte, quindi è il momento ideale per concedervi una visita alternativa, all’insegna del minor impatto economico per il portafoglio.

Per sfruttare al meglio il tempo che avete a disposizione, potete contare sui suggerimenti dell’ultima fatica editoriale pubblicata sull’argomento. Roma low cost, guida anticrisi alla capitale, scritta da Marialessandra Carro, Valeria Crescenzi e Francesca Martellini, redattrici del magazine on line di viaggio Nuok. Un vademecum che risponde con originalità alle esigenze di base: arrivare, dormire, muoversi, mangiare, visitare, frequentare. Ecco qualche spunto a costo zero, più o meno noto, selezionato per voi.

Roma è una città caleidoscopica, basta fare mezzo giro e dal vostro punto di osservazione potrete vedere un’immagine completamente nuova. Ecco un indirizzo che ve ne darà una prova concreta. Nei pressi del Circo Massimo, zona Aventino, accostate l’occhio al buco della serratura di uno dei portoni che affacciano su Piazza dei Cavalieri di Malta. Quale è di preciso il portone? Questo lo lasciamo scoprire a voi, possiamo solo dirvi che la ricerca vale lo spettacolo di prospettiva che potrete osservare. Dentro la sagoma della serratura si aprirà un viale alberato che accompagnerà l’occhio fino alla cupola di San Pietro. Tornando indietro su Via di Santa Sabina, oltre all’omonima chiesa paleocristiana, una delle meglio conservate della città, entrate nel Giardino degli Aranci. Praticamente un balcone che affaccia sul Tevere, da dove si può ammirare uno degli scorci trasteverini più belli.

I capolavori d’arte pittorica non sono tutti chiusi nei musei, una passeggiata tra i vicoli e le piazze del centro vi porterà a scoprire tre chiese che conservano alcune importanti opere di Caravaggio, pittore dall’animo irrequieto e dalla vita movimentata. Nell’ordine, a San Luigi dei Francesi, vicino Piazza Navona, è possibile ammirare la Vocazione di San Matteo e San Matteo e l’Angelo. Poco oltre, a Campo Marzio, nella Basilica di Sant’Agostino, c’è la Madonna di Loreto, che raffigura due pellegrini dai piedi gonfi, inginocchiati davanti a Maria. Ultima tappa Santa Maria del Popolo, che ospita due delle opere più famose, la Crocifissione di San Pietro e la Conversione di San Paolo.

Per gli amanti del verde, nel complesso dell’Istituto giapponese di cultura, situato in zona Parioli, vicino alla Galleria Nazionale d’arte Moderna, è racchiusa una piccolissima perla ambientale. La struttura ospita un perfetto esempio di giardino zen giapponese, che ne presenta tutti gli elementi tipici: il laghetto con il ponte, la lanterna di pietra, le isole fatte con i sassi e le piante giapponesi perfettamente integrate agli alberi mediterranei come l’ulivo. Le aperture al pubblico sono poche durante tutto l’anno, ed è talmente bello, che la prenotazione è praticamente obbligatoria.

In una zona più periferica e meno frequentata dai turisti, c’è il Parco degli Acquedotti, situato tra il quartiere Appio Claudio e Via delle Capanelle. Facilmente raggiungibile con la linea rossa della metropolitana, ha tutto il fascino di un parco più selvaggio e meno chic di quelli del centro. E’ l’ideale per un pic-nic, una corsa mattutina, o una passeggiata all’ombra delle arcate perfettamente conservate dei sette acquedotti romani e papali.
Non resta che organizzare la serata, concedendovi uno spettacolo a teatro grazie ai biglietti scontati fino al 50%, in vendita al botteghino last minute della libreria Arion Z di Piazza Fiume. Nell’attesa, sorseggiate un aperitivo in un cine-luogo adorabile. Lasciamo il ciack della Fontana di Trevi agli americani e per noi ci teniamo un tramonto con vista sul Gasometro al quartiere Ostiense, sfondo de Le fate ignoranti del regista turco Ferzan Ozpetek, che qui vive da molti anni.

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