Rossetto rosso: per molte ma non per tutte

Il rossetto rouge Dior 999 ha 60 anni e non li dimostra.

Non li dimostra perché non smette mai di fare tendenza. E infatti è tornata anche quest’anno, puntuale come sempre, la moda delle labbra rosso fuoco.
Il rossetto rosso è come il tubino nero, come il filo di perle, come le scarpe decolleté: un classico che può essere rivisitato in varie declinazioni, ma che non tramonta mai.

A differenza degli altri classici sopracitati però, il rosso va a finire sul confine di uno strano concetto di estetica e di bellezza. Che il “de gustibus” non si può mai discutere, che “non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace”, ma in questo modo non si prende mai una posizione chiara su quello che è evidente agli occhi di tutti: il rossetto rosso non è per tutte.

Poi, chiaramente, ognuna è libera di fare e di osare, ma se si parte dal presupposto che il make up è una forma di valorizzazione dei propri tratti e della propria bellezza, bisogna tenere presente che il rossetto rosso, così come finisce per essere la sublimazione di certe bocche, nello stesso tempo diventa il passo falso di altre.

Perché una bocca rossa, non c’è niente da fare, attira gli sguardi.
E allora è bene che sia perfetta.
Labbra carnose, ma senza eccedere, che altrimenti la volgarità è dietro l’angolo, denti bianchissimi e gengive perfette. Il rossetto rosso per una bocca è come i leggings per le gambe: dice, o meglio, urla la verità.

Inoltre, bisogna tenere presente anche l’incarnato, il colore di capelli, l’abbigliamento.
Osare si può, di tonalità di rosso ce n’è per tutti i gusti.
Uno sguardo critico allo specchio vi dirà se sia o meno il caso di affrontare la questione o se non sia meglio virare su altre tonalità.

In ogni caso, ognuna è libera di togliersi lo sfizio di una bocca da vamp e da diva del cinema. Ma se l’effetto non è quello sperato, vi avevamo avvertito.

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