Rugby e razzismo: arriva la replica della Roma Urbe RFC

Dopo le accuse di razzismo rivolte dall’Arvalia Villa Pamphili Rugby Roma arriva precisa e puntuale la replica della Roma Urbe Rugby. La “seconda campana” per “squillare” attende l’ufficialità dell’omologazione dei risultati e delle pene inflitte dal giudice sportivo arrivata nella giornata di ieri. Nessuna sanzione per il club imputato, mentre Mosese Tavutunawailala dovrà rimanere forzatamente a riposo per tre settimane dopo la reazione che gli è costata l’espulsione diretta nella partita svoltasi domenica 1 dicembre. La risposta Roma Urbe viene recepita dai media attraverso il canale Facebook della società romana e arriva alla redazione di Bloglive.it direttamente attraverso una “lettera” del capitano Gianluca Giglio, ve la riportiamo integralmente.

“In questi giorni la nostra squadra è stata al centro di attacchi mediatici provenienti da ogni direzione, siamo stati messi alla berlina e dipinti da molti come un gruppo di giocatori razzisti e incivili, privi di ogni etica e rei di infangare lo sport che pratichiamo con tanta passione.
Abbiamo letto e ascoltato, siamo stati pazienti e in silenzio, anche se ci è costato moltissimo non poterci difendere, perché l’istinto primario ci avrebbe suggerito di gridare ad alta voce le nostre ragioni, ma la notte porta consiglio e abbiamo capito che così facendo avremmo dato vita ad un inutile ping pong mediatico di accuse e controaccuse del tutto sterili, perché come disse un saggio comico americano, se vuoi giungere alla verità, di regola, ascolta le due “campane” e non credere a nessuno delle due.

Abbiamo quindi deciso di aspettare il parere di un giudice imparziale e super partes che non lasciasse adito a dubbi o speculazioni, ovvero la giustizia sportiva. Oggi finalmente, dopo un’attesa sembrata interminabile, la Federazione Italiana Rugby ha pubblicato il comunicato del Giudice Sportivo relativo alle gare di domenica scorsa.
Abbiamo aperto il file del comunicato federale in trepidante attesa, certi di trovare quello che ci aspettavamo di trovare, ovvero niente, assolutamente niente, e così è stato.
Nessun riferimento o segnalazioni da parte dell’arbitro di comportamenti razzisti o frasi ingiuriose rivolte dai giocatori della Roma Urbe Rfc ai propri avversari, ma solo la squalifica comminata ai danni del giocatore del Villa Pamphili, per altro inasprita in quanto l’atleta risulta recidivo.

Sono stati quattro giorni molto lunghi, ma adesso che abbiamo in mano le prove concrete dell’assurdità delle dichiarazioni dei dirigenti del Villa Pamphili possiamo dire la nostra senza temere di essere smentiti.
Quello che è successo domenica scorsa in campo nulla ha a che vedere con questioni legate a problemi di tipo razziale.
Lo scambio di opinioni che ha portato all’espulsione del giocatore del Villa Pamphili è nato esclusivamente da episodi di gioco e non come si è voluto far credere, da fantomatici e ripetuti insulti rivolti dalla nostra squadra ai ragazzi di colore avversari che esasperati avrebbero reagito alle nostre provocazioni.

Probabilmente è stato un tentativo da parte della società del Villa Pamphili di giustificare l’insensato comportamento del proprio giocatore che dopo aver subito un paio di placcaggi robusti, ma giudicati regolari, ha perso la testa scagliandosi contro il nostro estremo colpendolo ripetutamente con i pugni senza che questi reagisse in alcun modo. Prova ne è il fatto che una volta calmati gli animi l’arbitro abbia punito solo il comportamento violento del giocatore di casa senza prendere alcun provvedimento nei confronti dei giocatori ospiti.

Ci preme inoltre portare a conoscenza di tutti, il comportamento messo in atto alla fine della gara dai giocatori del Villa Pamphili, che prima hanno aspettato fuori dallo spogliatoio il nostro estremo per insultarlo e poi si sono sottratti al terzo tempo lasciandoci da soli a bordo campo. Certo non il comportamento sportivo che ci si aspetterebbe da coloro che hanno scagliato la prima pietra.
La cosa che più ci ha ferito in questa triste vicenda è stata la totale parzialità delle informazioni e delle notizie date in pasto all’opinione pubblica da testate giornalistiche nazionali e regionali e da siti e blog di ogni tipo, nessuno si è infatti sentito in dovere di chiedere il nostro punto di vista e ci siamo visti di fatto condannati all’onta generale senza la possibilità di un contraddittorio o una difesa anche solo d’ufficio.

Purtroppo però i tempi che viviamo sono quelli delle informazioni veloci e spettacolari, i tempi della notizia a tutti i costi, ed è bastata la lettera visionaria di un dirigente per scatenare una gogna mediatica che ha raggiunto in poco tempo dimensioni spropositate con un danno si immagine spaventoso per la Roma Urbe Rfc ma anche e soprattutto per il mondo del Rugby, con i detrattori del nostro sport che si sono lanciati su questa notizia come un gruppo di iene avrebbe fatto su una preda agonizzante.

Abbiamo letto con amarezza tutti i commenti e i giudizi espressi da persone, giornalisti e soprattutto squadre, anche a noi vicine territorialmente, che pur non avendo nessuna idea dello svolgimento dei fatti hanno voluto ugualmente dire la loro.
Adesso quello che vorremmo sono le scuse di tutti coloro che sono saliti sul carro degli accusatori senza accorgersi che non c’era nessun cavallo a tirarlo, ma in questo mondo così poco etico forse pretendiamo troppo”.
Roma Urbe Rugby Football Club.

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