Rush: la Formula 1 di Ron Howard fra azione, dramma e mito

Grande attesa per l’arrivo nelle nostre sale di Rush, l’ultimo lungometraggio di Ron Howard, che racconta della rivalità, ma anche dell’amicizia, fra Niki Lauda e James Hunt, campioni di Formula 1 degli anni ’70-’80. In particolare, il film narra le vicende sportive ed umane dei due piloti a ridosso degli anni ’70, più precisamente intorno al ’76, l’anno del tragico incidente patito da Lauda con la sua Ferrari sul circuito di Nurburgring, in cui rischiò la vita e rimase irrimediabilmente sfigurato.

La pellicola, costata 38 milioni di dollari, si propone non solo di raccontare uno dei tanti affascinanti dualismi sportivi ma anche di rappresentare una profonda dicotomia fra personaggi totalmente antitetici: Hunt the shunt (lo schianto) contro Lauda, il computer. Il primo, londinese, amante della dolce vita, esteta delle corse, un George Best della F1. Il secondo, austriaco, freddo e razionale, metodico e scrupoloso, spesso più decisivo dei meccanici nella messa a punto della vettura.

Incontri/scontri, storie che affascinano il pubblico e su cui Howard aveva già basato uno dei suoi lavori meno citati, quel Frost/Nixon (sceneggiato dallo stesso autore di Rush, Peter Morgan) che riusciva ad esprimere, semplicemente all’interno di uno studio televisivo, una tensione palpabile.
Per impersonare Hunt e Lauda, l’ex Ricky Cunningham ha scelto rispettivamente Chris Hemsworth (Thor, Quella casa nel bosco) e Daniel Brühl, tedesco nato a Barcellona, già visto in Goodbye Lenin e in Bastardi senza gloria . Una selezione che riflette il realismo su cui punta il regista: salta all’occhio infatti la netta somiglianza dei due attori nei confronti dei rispettivi personaggi-piloti, e non solo per l’efficacia del make-up.

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Realismo per Howard vuol dire anche veridicità, ed è così che le vicende si propongono di seguire nella maniera più fedele possibile l’evolversi del confronto Lauda/Hunt, nato già ai tempi della Formula 3 proprio all’alba degli anni ’70, proseguito anche dopo il già citato incidente in Germania e che troverà il suo apice dopo il ritorno incredibilmente veloce dell’austriaco alle corse, 42 giorni dopo l’incidente.

Cosa ne penseranno i protagonisti dell’epoca di quest’opera? Se Hunt non può rispondere, perchè venuto a mancare nel ’93 (in seguito ad un attacco cardiaco), il parere di Niki Lauda, che ha assistito lo scorso luglio all’anteprima proiettata proprio al Nurburgring (guarda un pò), è positivo. L’ex-pilota, ora presidente del team Mercedes, promuove infatti sia la resa del confronto umano, che la messa in scena delle gare, con scene di pregevolissima fattura tecnica. E rispondendo alle domande della stampa che lo incalza, aggiunge: “I circuiti dell’epoca erano molto più pericolosi di oggi: correre significava ogni volta rischiare la vita”. Proprio per sottolineare l’evoluzione di un mondo che si è fatto sempre meno epico ma molto più sicuro.

rush la formula 1 di ron howard fra azione, dramma e mito

Rush, che vede nel suo cast anche Olivia Wilde, Alexandra Maria Lara, Natalie Dormer e il nostro Pierfranceso Favino (nel ruolo dell’ex ferrarista Clay Regazzoni) è stato presentato in anteprima nazionale a Roma il 16 settembre, riscontrando critiche e opinioni prevalentemente confortanti.
Storia di motori, storia di amicizia virile, storia di due opposti approcci alla vita: i semafori stanno per spegnersi, e noi siamo pronti a goderci lo show.

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