Russia, donna kamikaze si fa esplodere nella stazione di Volgograd

Una donna kamikaze si è fatta esplodere questa mattina nella stazione ferroviaria di Volgograd nel sud della Russia, al confine con il Caucaso. Secondo il Comitato investigativo federale, l’attentato sarebbe avvenuto nei pressi dei metal detector. Il bilancio è molto pesante: 18 morti e diverse decine di feriti. Tra questi anche una bambina di nove anni. Secondo quanto dichiarato dal sindaco di Volgograd, Irina Guseva, è sopravvissuta perché la madre le ha fatto da schermo con il proprio corpo. Nella stessa stazione, il 21 ottobre, un altro attentato aveva fatto 7 vittime.

Volgograd si trova a circa 900 chilometri a sud di Mosca e a 650 chilometri a nord del Caucaso. L’esplosione è avvenuta intorno alle 12.45 ora locale, nel momento di massima affluenza di viaggiatori in movimento per le vacanze di fine anno. La bomba utilizzata dalla kamikaze era equivalente ad almeno 10 kg di TNT e il nucleo esplosivo era coperto di frammenti di metallo per rendere l’ordigno ancora più letale. Il governo regionale ha già stabilito che pagherà 1 milione di rubli ( circa 60 mila euro) per le famiglie di tutte le persone uccise dall’esplosione e ha dichiarato tre giorni di lutto.

Una telecamera di sicurezza, di fronte alla stazione, ha colto l’esplosione, mostrando un flash di colore arancio brillante all’ingresso principale. È il momento esatto in cui la donna si è fatta esplodere. Dopo si vedono solo finestre in frantumi, detriti e un pennacchio di fumo nero uscire dall’edificio.

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Nel mese di giugno, Doku Umarov, uno dei leader della rivolta islamista nelle repubbliche del Caucaso russo, ha invitato i suoi sostenitori a usare la violenza per interrompere le “sataniche” Olimpiadi invernali di Sochi.

È presto per dire se l’attacco a Volgograd sia opera di uno dei suoi sostenitori, ma dimostra che, nonostante i metal detector nelle stazioni ferroviarie, negli aeroporti e nei centri commerciali in Russia, i kamikaze sono ancora in grado di uccidere e devastare.

Sale il timore di attentati anche a Sochi dove il 7 febbraio inizieranno le Olimpiadi invernali. Il presidente Vladimir Putin ha deciso di farne una vetrina del suo potere personale e anche per questo ha ordinato di rafforzare le misure di sicurezza e garantire ogni tipo di assistenza alle decine di feriti, trasportandoli a Mosca.

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