Il Senato russo ha approvato la richiesta del presidente Putin di inviare truppe in Ucraina per poter mettere ordine nella situazione, chiedendo anche che l’ambasciatore russo in USA venga richiamato in patria.
Fonti della Casa Bianca fanno sapere che la situazione è continuamente monitorata e che si valutano anche i costi ed i rischi di un eventuale intervento.

Obama ha dichiarato che gli Stati Uniti sono profondamente preoccupati dei movimenti russi in Ucraina spiegando che un intervento militare di Mosca avrebbe un costo.

Intanto lunedì prossimo si terrà un consiglio dei ministri degli esteri europei per fare il punto della situazione. Anche i ministri italiani, quello della difesa e quello degli esteri seguono con attenzione l’evolversi degli eventi.
In Crimea la situazione è ancora molto tesa e decine di uomini armati ed incappucciati sono ancora appostati nei pressi del Parlamento. Le forze armate russe, invece, si muovono sul territorio ucraino e si segnala una colonna di mezzi blindati in movimento verso la regione di Zaporizhia, nella parte sud orientale del Paese.
Il governo ucraino, nella persona del ministro della difesa aveva già annunciato l’arrivo di 6000 soldati e 30 blindati in Crimea, mentre il nuovo premier della regione filorussa aveva già chiesto nei giorni scorsi supporto a Putin il quale aveva garantito che Mosca non avrebbe ignorato la sua richiesta.

Il nuovo governo della Crimea, definito illegittimo dal premier ucraino Yatsenyuk, ha dato una accelerata alla modifica del suo status anticipando il referendum sull’autonomia al 30 marzo rispetto alla data iniziale del 25 maggio.
Una situazione, quindi, in continua e rapida evoluzione che potrebbe avere una svolta a seguito della riunione straordinaria del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, convocato su richiesta della Gran Bretagna, che si terrà nelle prossime ore.

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