Salva la madre da uno stupro, ma l’aggressore gli distrugge la testa: muore a 15 anni

vanya krapivin

Ha salvato la vita a sua madre da un uomo che era intenzionato a stuprarla. Questo atto di puro eroismo però è arrivato a costargli la vita. Vanya Krapivin, che all’epoca dei fatti aveva 15 anni, stava facendo ritorno nella sua casa a Severodvinks, in Russia, dopo quella che era stata una mattinata di scuola come tante altre.

Al ritorno però si è ritrovato in casa il vicino Roman Pronin, che se ne stava a cavalcioni su sua madre nel tentativo di immobilizzarla e di azzittirla. La donna urlava a squarciagola ed era cosparsa di sangue, e infatti in un secondo momento è venuto fuori che quell’uomo, già condannato in precedenza per omicidio, aveva tentato di violentarla e, dinanzi alla resistenza della vittima, le aveva sferrato contro diverse coltellate.

Quando il ragazzino si è ritrovato davanti a questa orribile scena, con la madre in serio pericolo, non ci ha pensato due volte a prendere un manubrio di 3Kg per usarlo contro quella bestia. Tuttavia il 37enne, naturalmente più forte del ragazzino, è riuscito a sfuggire dal colpo e ha usato quel manubrio per colpirlo, sferrandoglielo ripetutamente sulla sua testa. I vicini hanno chiamato la polizia, ma quando gli agenti sono accorsi sul luogo era ormai troppo tardi: i due sono stati ritrovati privi di sensi immersi in una pozza di sangue.

Il ragazzo è finito in coma per ben nove mesi, mentre la madre, nonostante le 27 coltellate subite, è riuscita a salvarsi proprio grazie all’intervento del figlio. Lei è stata dimessa un paio di mesi dopo la brutale aggressione, mentre Vanya è rimasto in ospedale a seguito dei seri danni cerebrali riportati e della quasi totale scomparsa dell’osso frontale del cranio. I medici si son visti costretti ad operarlo al cervello e ai costi dell’operazione hanno partecipato anche molte persone, grazie ad una iniziativa di crowfunding lanciata dal presentatore televisivo Andrey Malakhow.

Peccato però che nonostante i miglioramenti riscontrati dopo l’intervento, di punto in bianco, lo scorso ottobre, il ragazzino ha iniziato a peggiorare progressivamente, complice anche un’influenza. Martedì Vanya è morto, e Pronin, il suo aguzzino, è stato condannato a 14 anni di carcere per i tentati omicidi, a cui se ne potrebbero aggiungere altri data la morte effettiva di una delle sue due vittime.

Photo Credits: Thesun.co.uk

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