Sanremo 2012: sì a Civello, Bertè e D'Alessio, le polemiche non si arrestano

    Continuiamo anche oggi a parlarvi del prossimo Festival di Sanremo, del suo cast definitivo e delle continue polemiche su Adriano Celentano.

    Ebbene sì, finalmente ci arrivano notizie non solo da parte degli ospiti ma anche dai cantanti: la partecipazione del duo composto da Loredana Bertè e Gigi D’Alessio, così come quella di Chiara Civello sono state, proprio in giornata, confermate. Una notizia che non ci coglie di sorpresa ma che, comunque, toglie qualsiasi dubbio in merito.

    Ma che cos’è successo? Per quanto riguarda il duo, entrambi avevano, a inizio Gennaio, diffuso un estratto del loro brano in gara al festival, Respirare, tramite Facebook e Youtube: anche se prontamente eliminato dalla rete, si era palesata una possibile squalifica.

    Ma il caso di Chiara Civello è stato, per i vertici Rai, molto più complesso da risolvere: la canzone della ragazza, infatti, non è inedita, bensì presentata alle selezioni del 2010 di Sanremo Giovani da parte di Daniele Magro. Questo, successivamente alla sua esclusione, ha ceduto musica e testi alla Civello: il problema è sorto nel momento in cui si è dovuto verificare  se la canzone, dal titolo Al Posto del Mondo, non aveva diritti Siae e non era stata già diffusa integralmente. Dalla decisione presa, sembra proprio che nessuna di queste due ipotesi si sia verificata.

    Ma anche oggi torniamo a parlare di Celentano, il vero protagonista indiscusso di questa sessantaduesima edizione della kermesse sanremese: contro di lui addirittura la chiesa. In un’intervista a Radio 24 il responsabile della comunità di Capodarco, don  Vinicio Albanesi, ha criticato pesantemente la scelta di devolvere l’intero cachet in beneficenza: non dal punto di vista del gesto, ma delle modalità. In questo modo i sette sindaci dovranno scegliere le famiglie più povere e bisognose tra un numero estremamente vasto: a Roma i poveri sono 500-600 mila e per trovare “i fortunati beneficiari”, aggiunge, bisognerà svolgere un vero e crudele “casting della povertà”.

    Le critiche non si arrestano: cos’altro ci aspetta?

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