Sanremo 2014, il rap di Rocco Hunt è la speranza di un Meridione nuovo

Fra le nuove proposte, domani sera salirà sul palco dell’Ariston il giovanissimo rapper Rocco Hunt, all’anagrafe Rocco Pagliarulo. Il quasi 20enne nativo di Salerno arriva al Festival di Sanremo 2014, alla kermesse musicale più importante in Italia, consapevole del fatto che non sarà solo, anzi, ci sarà tutto il Meridione al suo fianco.

La sua canzone si chiama Nu juorno buono e racconta dei disagi che si sono al giorno d’oggi nella sua terra, la Campania, ma non solo. Un testo impegnato nel quale ritroviamo quelli che sono i problemi a livello sociale dei giovani meridionali e dei tanti lavoratori che lasciano il proprio territorio per cercare la fortuna altrove. Rocco ha provato sulla propria pelle tutte le sensazioni raccontate in questo brano, a cominciare dalla condizione del padre, anche lui in passato vittima di ritardi degli stipendi. Anche i fratelli dei suoi nonni, racconta, sono emigrati in Australia e in Germania per ottenere un lavoro che desse garanzie sotto tutti i punti di vista.

“Capisco la disperazione dei lavoratori e sono con loro”. Così Rocco Hunt ritorna sull’episodio di ieri sera che ha visto due operai della sua regione tentare il suicidio da una balconata del teatro Ariston. “La canzone è anche per loro”, dice, e spera che possa trasformarsi in un messaggio di positività e speranza per un Meridione migliore. Il “giorno buono” che compare nel titolo non è altro che il suo sogno e quello dei suoi compaesani: il giorno in cui tutto sarà diverso. Il giorno positivo che segue le tante lotte, disperazioni e battaglie. Il giorno in cui l’attivismo sociale avrà dato finalmente i risultati sperati.

Come raccontare tutto questo se non con il proprio accento e la propria cadenza linguistica? Già la letteratura del novecento ci insegnò che, per raccontare i problemi sociali di un territorio, bisogna utilizzare la forma dialettale, quella “più attaccata a quella stessa terra”. Rocco e il suo rap riprendono un po’ tutto questo: attraverso un linguaggio semplice e diretto, immagina il radicale cambiamento della terra dei fuochi. Un mutamento così improvviso è utopico, ma il messaggio lanciato è chiarissimo: basta chiacchiere, per aiutare il Sud urgono validi provvedimenti.

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