Sardegna, Francesco Pigliaru nuovo presidente della Regione

«Ho chiamato Francesco Pigliaru quando ho visto che il distacco era ormai incolmabile e gli ho fatto sinceri auguri, ora lo attende un compito non facile». Un augurio spassionato o un sarcasmo malcelato? Ugo Cappellacci non sembra averla presa bene, la sconfitta. “Numquam ruere in ludendo“, ossia “Non ti arrabbiare quando giochi” diceva Chitarrella, esperto talento dei giochi di carte. Sì, perché le elezioni appena concluse in Sardegna sembrano l’ennesimo gioco delle carte e arrabbiarsi non serve a granché quando per giunta l’astensionismo ha raggiunto livelli storici, visto che l’affluenza alle urne è stata appena del 52,23%.

Vittoria del Partito Democratico che si aggiudica il 42,4% dei voti, dato comunicato ieri in tarda serata, nonostante la mancanza di otto sezioni nelle quali sono sorte inconciliabili controversie che verranno sbrigate nei tribunali circoscrizionali. Va detto però che il PD non ha sofferto della concorrenza del Movimento Cinque Stelle, di Alfano e della Destra di Storace. Sconfitta per “Sardegna possibile” di Michela Murgia che ha parole molto dure nei confronti del sistema elettorale. Parla infatti di legge liberticida e antidemocratica che, nonostante il voto di 70.000 cittadini, ha come conseguenza il fatto di essere fuori dal Consiglio regionale.

«Faremo una bella giunta per affrontare le priorità che abbiamo elencato: istruzione, lotta alla disoccupazione, alle tasse ed alla burocrazia. La mia sarà una squadra buona e adeguata alla sfida», queste le prime parole espresse ieri pomeriggio dal neo presidente Pigliaru. Ma chi è Francesco Pigliaru? Renziano convinto, dal curriculum accademico di tutto rispetto visto che si parla di laurea in Scienze politiche, studi in Inghilterra alla Cambridge University, esperienza di insegnamento a Berkley in California e infine insegnante e prorettore di Economia politica alla facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Cagliari. Economista oppostosi alla “zona franca” ovvero al progetto di sganciare l’isola dalla normale tassazione così che i beni in vendita non siano gravati dall’IVA e/o da altre tasse, imposte e accise. Ha dichiarato che l’idea è insufficiente per la situazione economica che la Sardegna sta attraversando, come del resto per le altre regioni italiane.

Molte le aspettative, soprattutto dopo gli scandali del Partito Democratico in Sardegna: chi non ricorda le battaglie e le figuracce dell’ex presidente Renato Soru. Homo novus in linea con l’altro “nuovo”, Matteo Renzi. Linfa per il Pd? Difficile dirlo perché alla fine, tirando le somme, i votanti si sono assopiti, qui come altrove e forse di queste nuove leve non importa poi granché, nonostante uno sia diventato presidente della regione Sardegna, e l’altro… lo sappiamo, no?

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