Dalla zona franca a cantone svizzero? Dopo la proposta del partito che si era presentato alle scorse elezioni regionali, una nuova proposta per risollevare le sorti della Sardegna potrebbe arrivare dalla Svizzera. Una provocazione che parte dal web ma che conta circa 4000 consapevoli likes. L’isola, una spesso sottovalutata perla del Tirreno, potrebbe essere il prezzo da pagare per risollevare l’economia e concludere con un bel “E vissero tutti felici e contenti”.

Stando al gioco il progetto sarebbe quello di entrare nella Confederazione svizzera e auto munirsi quindi di una Costituzione, un Parlamento, un Governo e di Organi Giurisdizionali come qualsiasi altro Cantone. I vantaggi? L’Italia appianerebbe una parte del debito pubblico, gli svizzeri stufi delle nevi opprimenti guadagnerebbero una dépendance in mezzo al mare, i sardi guadagnerebbero, secondo i sostenitori dell’iniziativa, nuove possibilitá come per esempio nell’ambito delle infrastrutture o del mercato immobiliare perché questi svizzeri dovranno pur trovare alloggio o edificare qualcosa, no? Succede che fondato un gruppo su Facebook, quello che viene definito dal cantonmarittimo.org la voce di un gruppo di “cittadini sardi”, la provocazione inizia a prendere forma.

Leggendo le parole di chi compone la domanda di ammissione si capiscono molte cose. In primis che l’Italia è davvero sull’orlo di una crisi di nervi. Si è pronti a vendere un’appartenenza, per nuove incerte prospettive, un po’ come ribaltare il detto “Chi lascia la via vecchia per la nuova, sa quello che lascia ma non sa quello che trova”. Si legge infatti: «Crediamo che con l’Italia non ci sia un futuro, né per noi adulti né per i nostri figli […]. Vorremmo vivere in un paese normale, che offra ai propri cittadini opportunità di lavoro e di impresa, che abbia leggi chiare uguali per tutti, con una economia stabile e tasse equilibrate».

La provocazione è lecita, la critica costruttiva pure e aumenta le possibilità di una risonanza del problema. La notizia è giunta fino alla BBC per esempio. È chiaro che il senso di mortificazione, insuccesso o avvilimento emerge senza sfumature, con un solo tono, quello della chiarezza. Insomma, se si chiede aiuto alla Svizzera, siamo proprio messi male, sardi o no, si tratta sempre dell’Italia. Quell’Italia che, come ha spiegato Maurizio Crozza a Sanremo, è in continua oscillazione, è composta da due facce: la grande bellezza e l’enorme disastro. Ed è sul disastro che bisogna iniziare a concentrarsi o altrimenti finiremo per ripetere una storia poco decorosa.