Scandalo Rai, speso mezzo milione di euro in regali

Cinquecentomila euro di regali tra orologi, bracciali, penne e gemelli. A tanto ammonta la spesa della Rai per regali a vip, che in alcuni casi non si sa neanche chi siano. A chiedere spiegazioni su questo scandaloso uso dei soldi da parte della tv di Stato il senatore del Pd Salvatore Margiotta, con un’interrogazione.
La risposta è del direttore generale Luigi Gubitosi che afferma di aver preso atto di alcune: “criticità relative alla gestione degli omaggi e dei beni promozionali in ordine alla loro movimentazione e tracciabilità“. Ma la Rai, si giustifica il direttore, “ha adottato opportune azioni correttive” e ha preso “adeguati provvedimenti verso il responsabile di processo“. Licenziato un solo manager, quello dell’ormai ribattezzato “ufficio omaggi”.

A Viale Mazzini ammettono di non sapere nulla degli spostamenti che riguardavano questi costosi cadeaux: chi li regalava, quanto valevano gli oggetti in questione, neanche chi fossero i destinatari degli omaggi. Si sa solo che oltre 100 mila euro all’anno lasciavano le casse della tv pubblica per finire tra le mani di chissà quali personaggi.

Il caso è venuto a galla grazie ad una lettera anonima invita allo stesso direttore generale Rai, al presidente Tarantola e ad alcuni dirigenti e consiglieri di amministrazione. Gubitosi l’ha sottoposta agli ispettori interni dell’azienda, che hanno avviato un’indagine per poter stimare le uscite tra il 2008 e il 2012. Oltre a non trovare in molti casi il nome dei destinatari, gli ispettori hanno compilato un elenco dei regali in questione. Si tratterebbe di sei orologi da 18.500 euro l’uno, duecentocinquanta orologi costati 17.500 euro, novantadue oggetti di argenteria da 18.750 euro, quaranta gemelli per camicia in oro per un totale di 16.800 euro, venti ciotole d’argento, settantasei penne e 70 bracciali per la cifra di 37.210 euro.
Una “cifra che impressiona” ha osservato il senatore Margiotta “in anni di così grave difficoltà per le famiglie”.

Per la Rai, dunque, la soluzione è licenziare un unico manager. Ma, come ha sottolineato Aldo Fontanarosa su Repubblica, nessuna risposta arriva per domande che pure sono ovvie quando si tratta di spese fatte con i soldi derivanti dal canone: chi decideva il numero degli acquisti? I preziosi doni erano “prelevati” anche dalla segreteria dei Consigli di amministrazione, dalla segreteria della Direzione generale – prima dell’era Gubitosi – e anche da alcuni direttori interni. Per quale motivo? A chi erano indirizzati?

Per cercare di dare maggiore trasparenza alla questione “omaggi” Luigi Gubitosi avrebbe deciso che il budget da destinare a spese per gli omaggi dovrà essere ridotto. Si potranno comprare solo beni indispensabili per il Cerimoniale da distribuire in occasioni già previste, come il Festival di Sanremo. L’acquisto, i destinatari finali e i motivi dei regali dovranno essere “tracciati” attraverso una registrazione al computer. Anche per gli omaggi in entrata nuove regole. Una su tutte: i dipendenti non potranno ricevere doni di valore superiore ai 150 euro.

E le reazioni? Il presidente della commissione di vigilanza Rai, Roberto Fico, sbalordito anche per la presenza tra i destinatari degli omaggi di alcuni parlamentari, ha dichiarato a Radio 24 che “l’azienda deve fare assoluta chiarezza. Le risorse pubbliche devono avere percorsi certi, la Rai riceve 1 miliardo e 750 milioni all’anno di canone pagato dai cittadini: i cittadini devono sapere dove vanno questi soldi“. Mentre sulle ipotesi di privatizzazione dell’azienda, circolate nelle scorse settimane, Fico sostiene che non si potrà mai parlare in Italia della privatizzazione Rai se prima non si provvede alla stesura di una legge sul conflitto d’interessi e di una legge antitrust sufficientemente serie.

Circa mezzo milione di euro speso per regali a vip e probabilmente anche a parlamentari. La Rai prende le distanze dalla precedente direzione, ma ora le spese folli con i soldi pubblici dovranno essere giustificate anche ai milioni di cittadini che già mal sopportano il pagamento del canone annuale.

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