Il gip di Milano Gianfranco Criscione, ha concesso gli arresti domiciliari a Davide Guglielmo Righi, l’aggressore del tassista milanese Alfredo Famoso morto martedì scorso, riconoscendogli l’attenuante della provocazione perché, da quanto accertato, Righi stava per essere investito sulle strisce pedonali dal taxi assieme alla sua compagna incinta e perché lo stesso tassista sarebbe sceso dalla macchina minacciando la coppia.

Di fronte a quella reazione, Righi nel tentativo di proteggere la compagna e il bimbo che porta in grembo, avrebbe risposto colpendolo con una bottiglia d’acqua; ma non sarebbe stato questo a ucciderlo, bensì la caduta che lo ha portato a sbattere la testa prima contro la ruota di un suv e poi contro l’asfalto; ancora in vita quando è stato soccorso, è deceduto due giorni fa all’ospedale Niguarda. Solo l’autopsia potrà confermare questa versione dei fatti.

Righi, nel frattempo, ha lasciato il carcere di San Vittore in seguito alla derubricazione del reato per attenuanti da omicidio volontario a omicidio preterintenzionale, riconoscendo di fatto la contingenza che ha portato alla reazione dell’uomo. Solo più approfondite indagini potranno accertare la verità, visti i dubbi che sorgono dalle dichiarazioni dello stesso aggressore, che ha ammesso di aver reagito per un mancato rispetto della precedenza.