“Sculacciate” legali, la proposta shock per insegnare l’educazione ai bambini

Una proposta di legge che lascia il segno quella che arriva direttamente dal Kansas, negli Stati Uniti. Gail Finney, deputata democratica statunitense, mamma e nonna, è la portavoce di questo disegno di legge. Una legge che permetterebbe non solo ai genitori, ma anche ad insegnanti e tutori, di percuotere i bambini disobbedienti e svogliati.

Non basterebbero quindi le leggere “sculacciatine” gia previste dalla legge USA e presenti in circa 49 stati del continente, secondo la Finney “ci sono ragazzini sprezzanti e ribelli, che non obediscono a genitori o maestre“, “dobbiamo dare una chiara definizione di ciò che è permesso“.
Una legge studiata nei minimi dettagli che autorizzerebbe sculacciate fino ad un massimo di dieci volte di seguito, a palmo aperto, utilizzando anche una discreta forza fisica (se necessario) per tenere fermo il bambino.
Non stiamo parlando di semplici schiaffettini simbolici quindi, ma di percosse, tanto forti da poter arrivare a lasciare segni rossi o anche “possibili lievi ematomi sulla pelle delicata dei piccoli“, come ha affermato la deputata Finney.

L’accaduto ha generato pesanti reazioni da parte di genitori, psicologi ed insegnanti. Questi ultimi si sono dichiarati sconvolti dalle affermazioni della Finney ritenendo che qualsiasi tipo di violenza recata ad un minore lo porterà a credere, in un futuro, che nella vita tutto si ottenga con la forza fisica.
La paura è che legalizzando percosse di questo tipo, si può incitare alla violenza fisica e a comportamenti che rischierebbero di sfiorare l’abuso ed il maltrattamento.
Ad aggravare la furia dei tanti, la notizia secondo la quale si potrà delegare (una volta approvata la legge) terze persone, come sorelle fratelli o babysitter, a picchiare il bambino qualora facesse capricci o disobbedisse agli ordini.

Circa 50 anni fa la mentalità era diversa e si credeva che una sana strigliata avrebbe aiutato i bambini a rimettersi in carreggiata e avrebbe fatto in modo che potessero crescere più educatamente limitando gli atteggiamenti scorretti.
I tempi però sono cambiati ed anche gli psicologi hanno affermato che le punizioni corporali, al giorno d’oggi, non hanno più gli effetti positivi di una volta. Anzi, rischierebbero di innescare nel minore comportamenti violenti e scatti di ira.
I bambini sono come delle spugne, assorbono qualsiasi tipo di atteggiamento che osservano nelle persone con le quali si relazionano. Un comportamento eccessivamente aggressivo, come quello voluto dalla democratica di Wichita, li farebbe crescere con un dolore represso che prima o poì sfocerebbe in violenza e altrettanta aggressività.

Forse Gail Finney ha interpretato in maniera troppo forzata il concetto di tenere “il pugno duro” quando si educano i figli. I bambini sono in grado fin da piccoli di ripetere il comportamento dei genitori. Fargli capire con fermezza, ma con altrettanta calma, cosa è giusto e cosa no, è l’atteggiamento migliore per crescerli in maniera sana e in un ambiente sereno.

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