Scuola, le novità: divieto di utilizzo dei cellulari e ritorna l’educazione civica

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Di qui a breve nelle scuole elementari, medie e superiori potrebbe non essere più consentito l’uso del telefono cellulare. Il divieto potrebbe riguardare tutti gli studenti, salvo “casi particolari”, e a quanto sembra sarà ben più esteso di quanto ci si potrebbe immaginare visto che coinvolgerà non solo i cellulari, ma più in generale tutti i dispositivi elettronico-digitali che non siano direttamente forniti dalle scuole.

L’iter della proposta di legge che punta ad ottenere questo risultato ha iniziato il proprio percorso in commissione Cultura, alla Camera. Il testo su cui si sta lavorando è quello del leghista Capitanio, ma anche altri nomi come Latini (Lega) e Gelmini (Forza Italia) hanno presentato delle loro proposte. Tutti, in ogni caso, mirano allo stesso obiettivo: introdurre il divieto di utilizzo dei cellulari per tutti gli studenti, certo, ma anche per i professori (sebbene su quest’ultima condizione pare non vi sia ancora molta chiarezza).

L’idea sarebbe quella di far sì che i diretti interessati lascino i telefoni in presidenza e che si rivolgano alla segreteria per eventuali chiamate di emergenza. Delle eccezioni dovrebbero riguardare gli alunni disabili e i loro dispositivi, che nel caso in cui dovessero fungere da ausilio continuerebbero ad essere consentiti.

Di pari passo con questa proposta ne sta correndo un’altra che propone la reintroduzione dell’educazione civica a scuola. Secondo la proposta di Capitanio, l’educazione civica dovrebbe tornare nelle scuole con un monte annuale di 33 ore. Ad occuparsene dovrebbero essere i docenti di storia e geografia per le scuole secondarie di primo grado e i docenti dell’area economico-giuridica per le scuole secondarie di secondo grado. Per le scuole medie si pensa addirittura ad introdurre l’educazione civica tra le materie di esame.

La proposta Gelmini invece va più a fondo e punta non solo ad un insegnamento teorico dell’educazione civica, ma anche ad una sua concretizzazione nel pratico attraverso “attività extra-scolastiche da svolgere presso uffici pubblici, fondazioni, istituzioni e corpi culturali”.

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