Se la metropolitana diventa un’opera d’arte

Può accadere che l’ingresso in una stazione della metropolitana si trasformi in una piacevole scoperta. Può accadere di trovarsi in luoghi dove i colori, i murales e le luci fanno dimenticare, talvolta, di aspettare un treno in ritardo. È il metrò d’arte, la formula che molte città hanno adottato all’insegna del rinnovamento della mobilità e dell’attrattività culturale.

Il nostro viaggio parte da Napoli: l’ultima arrivata è Montecalvario, la seconda uscita della stazione Toledo, che fa parte del ormai famoso circuito delle Stazioni dell’Arte.

Il progetto è a firma di Oscar Tusquets Blanca, con il coordinamento di Achille Benito Oliva ed ha visto il contributo di molti artisti italiani e stranieri. Un lungo tapis roulant di 170 metri conduce i passeggeri tra atmosfere suggestive. Sono quelle create dalla Razza umana, il collage di volti fotografati da Oliviero Toscani: gente comune e ritratti noti come il direttore di Repubblica, Ezio Mauro, il presidente di Rcs libri Paolo Mieli, lo stesso Toscani e molti altri.

Sulle pareti si alternano vari colori, che simboleggiano le profondità:il nero dell’asfalto, l’ocra del tufo, l’azzurro del mare. Arrichiscono la stazione d’arte le gigantografie in bianco e nero dell’artista di origine iraniana Shirin Neshat, i pannelli realizzati dai russi Ilya ed Emilia Kabakov con le ceramiche di Faenza e il mosaico di Francesco Clemente composto con pietre e vetri recuperati dall’artista in vari luoghi.

Definita di recente dal Daily Telegraph la stazione più bella d’Europa, quella di Toledo, è stata premiata a Londra con l’Emirates Award per l’innovazione e il design ed è in corsa per la migliore illuminazione diurna, concorso indetto dal Lighting design professional.

Il tour alla scoperta delle stazioni d’arte ha le sue fermate principali in Europa: da Barcellona, dove Drassanes ha le sembianze di una navicella spaziale, a Praga, dove ogni fermata è contraddistinta da una tonalità in un gioco di sfere d’alluminio concave e convesse. A Lisbona, invece, troviamo una delle metropolitane più colorate al mondo, un percorso sotterraneo che è anche un labirinto nelle sfumature della cultura portoghese, pieno di citazioni della sua storia e della sua arte.

Si ispira al mondo della stampa, Francoforte, con la sua U-bahn che mostra sulle pareti i tipici caratteri della macchina da scrivere. Particolare anche il modello di Stoccolma che ha trasformato la tunnelbana in una vera e propria galleria d’arte sotterranea, con dipinti, murales e giochi floreali che hanno visto il contributo di ben 140 artisti.

Allontanandoci dal vecchio continente scopriamo che a Shangai, nel Bund Sightseeing Tunnel viene proposto un percorso con musica ed effetti speciali; la metropolitana di Toronto, invece, definita museum station, presenta statue Maya e sarcofagi egizi al posto delle colonne, mentre Mosca, raffigura il suo passato sulle pareti delle stazioni con affreschi e soffitti decorati. Taipei, in Taiwan, invece ha fatto del design innovativo la sua filosofia, offrendo un particolare connubio tra vetri e giochi di luce.

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