Seedorf piace già: modulo, morale e mercato. Le manovre dell’olandese

Tornerà in campo stasera (ancora a San Siro, ma in Coppa Italia) il Milan di Clarence Seedorf dopo il buon esordio di tre giorni fa contro il Verona. L’olandese, in Italia da meno di una settimana, sembra già aver chiarito le linee guida di un progetto all’avanguardia. Nel segno delle M.

Modulo – Solo 4-2-3-1, su qualunque campo e contro qualunque avversario. Anche stasera contro l’Udinese. A confermarlo ieri in conferenza il vice di Seedorf, quel Mauro Tassotti che, dopo i primi giorni di comprensibile disorientamento, sembra ora entuasiasta del lavoro iniziato con l’olandese. Emanuelson è la risorsa che non ti aspetti sulla corsia di sinistra, Honda-Kakà-Robinho il tridente da affinare sulla trequarti, De Jong-Montolivo la cerniera di centrocampo ideale. A chi ha chiesto domenica a Seedorf quanto realmente credesse in questa tipologia di gioco, l’ex Real ha risposto: “Moltissimo”. Non potrebbe essere altrimenti. L’investitura, del resto, è già arrivata. Da migliorare certo appaiono i meccanisimi di una manovra offensiva ancora troppo ancorata alle prodezze singole dei soliti noti e poco avvezza alle manovre contestuali. Allenamenti mirati, coerenza e insistenza tipica di chi è da sempre abituato al “metodo” potrebbero risolvere la grana da qui alle prossime settimane.

Morale – Gioia in quello che si fa, non avere paura di provare la giocata. Passa dal recupero dell’incoscienza uno dei primissimi valori apportati dalla cura-Seedorf. Qualcosa di assai simile a ciò che già prima della soporifera era Allegri, aveva professato Leonardo. Spazio al talento, poi tutto il resto. Tutti d’accordo, compreso Balotelli. L’attaccante della Nazionale sembra già rinato nello spirito almeno a giudicare dall’evidente segno d’intesa con lo stesso Seedorf dopo il rigore trasformato domenica. L’abbraccio in gruppo, negli spogliatoi, ha poi suggellato i buoni propositi collettivi. Un rito che, fonti vicine all’olandese, ritengono pronto a essere ripetuto d’ora in poi ad ogni fine gara. Per dirsi insomma “grazie” dopo ogni battaglia, indipendentemente dal risultato.

Mercato – Taglio giovanile, frizzante, settato in modalità talento. Tre nomi per guardare con fiducia al futuro. Il prestante brasiliano Doria per la difesa (già con Seedorf al Botafogo), l’estro del centrocampista olandese Adam Maher (definito da Van Gaal il nuovo Iniesta) e il più umano Parolo per il centrocampo. Dei tre, solo l’arrivo del parmense appare realmente anticipabile già a questa sessione di mercato. Milan e Parma ne parlano ormai da qualche giorno: Saponara e Vergara rappresentano una buona base di partenza per abbattere le resistenze ducali e consegnare a Seedorf un centrocampista di qualità in vista degli ottavi di Champions (in cui mancheranno, per squalifica, Montolivo e Muntari).

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