Tre nigeriani sbarcati a Lampedusa il 16 aprile scorso sono stati arrestati con l’accusa di: associazione a delinquere, violenze sessuali, omicidio, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, sequestro di persona a scopo di estorsione.

Agghiaccianti le testimonianze di alcuni migranti che hanno descritto la crudeltà di questi tre nigeriani. Racconti drammatici di persone che hanno dovuto vivere inferni, sopportare molte angherie di ogni genere, fatti di terrore e di privazioni.

Una donna racconta che uno dei tre arrestati ha ucciso il fratello e poi ha abusato di lei. Il racconto è agli atti dell’inchiesta della Procura distrettuale di Palermo. Il giovane africano indicato dalla donna, non avrebbe agito da solo, ma ad aiutarlo ci sarebbe stato un libico.

Gli africani armati di fucile picchiavano senza motivo i migranti. Addirittura alcune vittime sono state legate e poi bastonate alla pianta dei piedi, tant’è che uno è rimasto gravemente ferito per tre mesi.

Altri due scafisti arrestati

Nel frattempo altri due scafisti libici sono stati arrestati il 6 maggio perchè, considerati dalla Polizia, appartenenti ad un’organizzazione di traffico di esseri umani. Uno dei due è accusato di aver preso parte dell’assassinio di un giovane ragazzo della Sierra Leone che rifiutatosi di togliersi il cappellino da baseball è stato ucciso con un colpo di arma da fuoco. Con lui viaggiava anche suo fratello. Il suo cadavere infatti, è stato recuperato sulla nave Phoenix.

Sull’operazione si avranno ulteriori aggiornamenti nel momento in cui il Procuratore a capo dell’indagine, Carmelo Zuccaro, avrà tenuto la conferenza stampa in procura a Catania.