Social media, il nuovo strumento per la selezione del personale

Il 27 gennaio scorso è stata resa nota l’ultima ricerca condotta da Kelly Services, azienda leader nella consulenza per le risorse umane: si tratta di un’indagine annuale che raccoglie le risposte di oltre 120.000 persone di 31 Paesi, di cui circa 7.000 in Italia, tesa a mostra gli effetti dei diversi fattori che impattano sul mondo del lavoro attuale, tra cui le differenze geografiche, la responsabilizzazione dei dipendenti e la stratificazione generazionale.
I risultati ottenuti dall’analisi Kelly Services mostrano anche l’importanza dell’utilizzo dei Social Media e dei dispositivi smart nella ricerca di un impiego, dimostrando che l’impatto dei social media sulla scelta del lavoro, sulla carriera e sul recruitment in generale sia in questo momento effettivamente notevole.
Ciò che ne è emerso è, in sintesi, che i lavoratori, oggi, sono sempre più “social” e connessi e vogliono avere accesso a tecnologie e piattaforme che consentano loro di condividere l’aspetto lavorativo -e non solo- della propria vita con una platea sempre più ampia.

«Il mercato del lavoro è diventato 2.0» ha affermato Cristian Sala, Direttore Generale e Finanziario di Kelly Services Italia. «L’avvento dei Social Media ha cambiato il modo in cui le persone cercano e sono valutate per le proposte di lavoro. I Social sono diventati un canale obbligato per la selezione del personale, infatti i recruiter se ne avvalgono sempre più frequentemente». Il rapporto delle assunzione dell’azienda ha fornito gli stessi dati dell’indagine statistica effettuata dal Recruiting & Social network, curata da Lorenzo Pulici e Hr & Communication specialist. Oltre il 37,5% delle imprese ricerca i nuovi talenti tra i neolaureati che rispondono ad annunci su piattaforme online, ai quali è obbligatorio candidarsi attraverso la propria pagina personale. «È interessante notare che oltre il 73% delle aziende utilizzi questo sistema indipendentemente dall’esistenza di una procedura formale a livello aziendale» spiega Pulici «Questo metodo si sta imponendo nella ricerca di personale poiché è più rapido e permette di raccogliere una quantità di informazioni di vario tipo».

Il social più utilizzato nella ricerca di lavoro che ha dato i migliori risultati per i neolaureati ora neoassunti (il 96%) è stato Linkedin , seguito da Facebook, Twitter, Youtube ed i blog. La Kelly Service, consapevole di questo fenomeno investe sulla cura dei Social Media: impone ai suoi iscritti di aggiornare quasi giornalmente ciascuno dei propri profili, così da essere una risorsa interessante per l’azienda che sta cercando personale. «Prima di un colloquio è sempre bene curare le proprie pagine personali. Il 19,5 % dei selezionatori, dopo il colloquio spesso guarda il profilo del candidato per vedere se le parole dell’esaminato e soprattutto se le proprie impressioni sono esatte» spiega il direttore Sala «Dalla pagine personale del Social, il selezionatore controllerà la cronologia dell’individuo per vedere se le esperienze raccontate dal candidato corrispondono alla realtà e soprattutto guarderà il numero degli amici: quello è infatti un piccolo indizio di cordialità e dinamicità».

I profili più ricercati tramite i Social Media sono quelli del Marketing (67%), del Engeneering (59%), del IT (54%) e del Financial/Accounting (50%). Seguono i candidati delle aree umanistica, legale, scientifica, medica. «Indifferentemente dalla categoria alla quale si appartiene» ha consigliato il direttore Sala «è bene curare ciascuna pagina dei propri Social Media, poiché ognuna usa un linguaggio diverso che evidenzia delle caratteristiche di una candidato che potrebbero interessare all’azienda che ricerca personale».

La Kelly Service ha mostrato però il paradosso di questa selezione. Molte imprese ricercano persone che sappiano usare i Social Media , ma ne impediscono l’uso durante l’orario di lavoro, così «da inibire un costante scambio di idee e la nascita di progetti originali senza la necessità di riunirsi intorno ad un tavolo in un’unica stanza».

[Nell’immagine, uno dei primi, divenuto tra i più famosi, CV social: è di un italiano, esperto in comunicazione]

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