Sony Xperia Z, il maxi smartphone per Android

Dopo il Sony Xperia S,  l’azienda giapponese ritenta l’esperimento del maxi smartphone con il Sony Xperia Z, il nuovissimo device di grandi dimensioni ma soprattutto grandi ambizioni. L’ultimo oggetto di culto messo a punto dalla casa nipponica non sarà destinato al mainstream come il resto degli smartphone in circolazione, bensì agli adetti ai lavori che conoscono nel dettaglio piattaforme come iOs e Android.

L’Xperia Z non è un original. Come molti modelli di tecnologia mobile, anch’egli è l’ennesima versione di fortunate o meno fortunate serie. Nello specifico, l’idea in fieri del nostro nasce già ai tempi del lancio di Android; all’epoca si parlava del Xperia X10 con l’ormai obsoleta versione 1,6. A quei tempi (ricordiamo che un anno internettiano è pari ad un’era geologica) l’azienda giapponese già dettava regole nel settore ma una volta entrato in scena il robottino verde, i giochi sono cambiati un pò per tutti, e Android è diventato un affare così promettente da richiamare l’attenzione delle più importanti casa di tecnologia fermamente intenzionate a lasciare la loro impronta e salire a bordo di una nave di sicuro successo.

Come tutti sanno, la Sony non è certo rimasta a guardare e così ecco che viene fuori l’Xperia Z con il suo schermo sconfinato, la fotocamera da 13 Mpixel e il design tutto innovativo. Analizzando più da vicino, si capisce che si tratta di un flagship per le sue ampie dimensioni con design quadrato. Lo Z è di colore nero con bordi in vetro e spigoli smussati leggermente gommati. Molto elegante, in effetti, ma poco pratico. Essì perchè lo smarthphone come tipologia di cellullare, è quello che si porta sempre con sè nelle tasche o nelle piccole borse. Per le sue dimensioni, lo Z appare più come un Iphone e quindi, molto più scomodo. Inoltre, le due lastre di vetro non sono in Gorilla Glass, qualità che assicura la stabilità della superficie. Lo Z, dopo pochi tocchi presenta già dei graffi e questo fa temere per una complessiva instabilità del vetro, con possibile rottura a seguito di urti più o meno pesanti.

Una volta acceso, il device ci regala colori brillanti e alta definizione. Come tutti gli schermi nuova generazione, anche dalla Sony ci tenevano a produrre uno smarthphone in full HD, ed il risultato è davvero impressionate. Le immagini sono particolarmente nitide anche se si riscontra un nero poco carico e contrasti non del tutto marcati. In ogni caso, è sempre poca cosa rispetto alla resa complessiva di Android che è davvero bella. Il touchscreen è scorrevole e rapido ed il processore, uno Snapdragon S4 Pro, si muove con una velocità inaspettata.

Il tasto dolente, o per meglio dire, assente, è quello della fotocamera. Non c’è, infatti, il tasto dedicato, inserito invece nelle versioni precedenti. Restando sulla tastiera, notiamo che problematico è anche il tasto accensione. Il bottone, infatti, è particolarmente evidente, bello a vedersi certo, ma poco funzionale perchè facilmente confuso con il tasto della fotocamera Cyver-shot. L’istinto di usarlo per scattare le foto è molto grande ed il risultato è quello che mettere il telefonino continuamente in stand-by.

Un altro fattore antipatico è quello della pulizia. Lo schermo si sporca facilmente soprattutto ai bordi. Di positivo c’è che resiste all’acqua. Forti piogge, cadute in pozzanghere e altre calamità acquative di breve periodo, non scalfiscono il nostro “eroe” che stoicamente resiste ai crudeli stress test e guadagna un’altra stellina in tabella.

Passando all’interfaccia, bè quella è poco intuitiva. Vi sono a disposizione molte funzioni il che rende tutto molto confuso e ci si mette un pò per orientarsi nel marasma. Tuttavia, il sensore da 13 Mpixel retroilluminato, le buone prestazioni anche senza flash in condizioni di luce scarsa e l’HDR in modalità video ridanno al reparto fotografico di Xperia Z qualche punto perso per strada.

Per la batteria, invece, notiamo che la resistenza è limitata a quasi mezza giornata ad utilizzo pieno. Purtroppo non resiste un intero giorno e ci assicura soltanto 5/6 ore di autonomia. Per ovviare è possibile attivare la modalità “stamina” della Sony messa a punto proprio per limitare lo spreco di energia. Una volta resa operativa, stamina consente esclusivamente l’avvio di applicazioni scelte e rende lo schermo bloccato. Ovviamente, più applicazioni si scelgono come necessarie più l’effetto risparmio va a ridursi, diminuendo la capacità di resistenza della batteria. Altra soluzione è lo spegnimento del Wi-Fi quando non si ha la necessità.

In conclusione, possiamo dire che il Sony Xperia Z appare come un modello di altissima qualità ma con pecche evidenti, il che rende il giudizio complessivo estremamente soggettivo. Il suo acquisto, dunque, va calcolato in base all’effettivo utilizzo proprio perchè non è definibile come smarthphone di massa.

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