SOPA: Nintendo e EA rinunciano, Sony resta emblematica

    In questi ultimi giorni si è tornato a parlare di pirateria nel settore videoludico: un argomento molto spinoso, che interessa noi tutti e un pò ci divide. Infatti, se da un lato c’è chi è totalmente contrario, dall’altra sia per i per nulla contenuti costi di un gioco che per l’impossibilità di poterli comprare tutti, troviamo chi, invece ricorre più o meno frequentemente a masterizzazioni e pirateria in generale.

    Negli USA, nel passato mese di Dicembre, l’argomento è tornato alla ribalta con una nuova proposta di legge, la SOPA (Stop Online Piracy Act) con cui gli Stati Uniti si propongono di vigilare su tutto il web (a livello mondiale) e di sanzionare chiunque violi le tante norme dell’atto. Non si tratta soltanto di far chiudere i siti che presentano materiale illegale (leggi, giochi da scaricare), ma anche tutti coloro i quali inseriranno screenshots protetti da copyright o li vorranno semplicemente condividere su Facebook con gli amici, o che, addirittura, posteranno un video su YouTube contenente vari immagini di un titolo in uscita.

    Una proposta di Legge considerata da molti come un vero e proprio atto di forza da parte degli USA che così andrebbero a controllare tutta la normativa mondiale in materia.

    Nintendo, l’azienda forse più piratata egli ultimi anni (basti pensare alle numerose modifiche per la sua Wii o la famosa R4 per DS), però ha già annunciato di non supportare il SOPA, così come EA. La situazione più controversa è quella di Sony: se l’azienda in sè sia discostata dalla legge, Sony/ATV Music Publishing, la Sony Music Entertainment e Sony Music Nashville, società secondarie, rimangono a suo favore.

    E, proprio per questo è intervenuto Anonymous (il famoso gruppo di hacker) con un video in cui “invita” Sony a ritirare anche le sue società secondarie:

    [youtube]http://www.youtube.com/watch?v=WjOPXpd9PSU[/youtube]

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