Ben 20 aziende, tra le quali alcune multinazionali, sono state multate dall’AGCM, Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato, per oltre 76 milioni di euro complessivi. Queste società sanzionate operano tutte nel settore delle spedizioni internazionali via terra, e sono state multate, in accordo con quanto reso noto dall’Antitrust, per aver formato quello che di norma si definisce come un cartello. Nello specifico, l’Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato ha rivelato con un comunicato come, anche attraverso il ruolo attivo della Federazione di categoria, ben 22 aziende del comparto si siano incontrate con la finalità di andare ad aumentare all’unisono i prezzi delle spedizioni internazionali via terra, che poi si andavano ad applicare alla clientela.

Una di queste aziende, controllata da una multinazionale tedesca, è riuscita a sfuggire alle sanzioni a seguito dell’accoglimento della domanda di clemenza presentata; questo perché la società in questione ha avuto un ruolo attivo nel permettere l’individuazione del cartello.

La “legittimazione” delle multe inflitte dall’AGCM, Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato, è frutto proprio dell’indagine dell’Authority dalla quale è emerso come, al fine di concordare gli aumenti dei prezzi delle tariffe dei servizi di spedizione internazionale via terra, ci siano state nel periodo “osservato” almeno una ventina di riunioni. A queste poi si aggiungono sia attività intense di comunicazioni inoltrate alla categoria, sia un ampio numero di contatti via posta elettronica. Le sanzioni applicate, ha precisato l’Antitrust, sono state definite e differenziate in ragione sia del ruolo svolto, sia della durata di partecipazione al cartello.