Spezzatino settembrino

Lo so, lo so non è più settembre da un pezzo, è inverno!Per questo salutiamo l’autunno con questo piatto dal gusto corposo e deciso, del resto domenica per i pagani era Samain, il giorno dell’anno in cui si saluta l’estate e si accoglie l’inverno entrante, quale miglior piatto se non lo spezzatino settembrino?

Lo spezzatino settembrino

ingredienti:

  • spezzatino 1kg circa
  • farina
  • vino bianco
  • brodo di carne
  • salvia
  • rosmarino
  • patate
  • cipolle
  • olio

procedimento:

prendere la carne, tagliata a cubetti non troppo piccoli, e infarinarla. Preaparare una padella con un dito d’olio. appena l’olio è caldo mettere la carne infarinata: i cubetti non devono cuocere e colorirsi, ma soltanto fare la crosticina, serve a tenere l’interno morbido. Scolare la carne mettendola in una pentola a bordi alti nella stessa pentola mettere due cipolle affettate sottilmente, e l’olio della padella filtrato. Accendere il fuoco sotto la pentola, senza coperchio. Appena il tutto è ben caldo, versare un bicchierino di vino bianco o anche la birra, fare sfumare, aggiungere tanto brodo quanto basta a coprire la carne. Se si usa la pentola a pressione, mettere il coperchio e fare cuocere 25-30 minuti dal fischio, altrimenti a fuoco medio col coperchio non del tutto chiuso. Quando la carne è cotta, ma non ancora tenera, aggiungere un chilo di patate tagliate a grossi tocchi ed eventualmente un po d’acqua o brodo. Con la pentola a pressione ci voglio no altri 10 minuti. Servitelo in una pentola di coccio con tanto pane!

La spezia del giorno:

Il rafano

Dalla radice tritata e ridotta in pasta, con l’aggiunta di aromi come aceto e pangrattato, si ottiene una salsa piccante che viene accompagnata a carni bollite, pesce affumicato e altre pietanze. Si usa in particolar modo nella cucina ebraica in quella tedesca e dell’Europa dell’Est. In Italia è diffusa soprattutto al Nord, in particolare nelle Venezie.

La radice del rafano ha un sapore dolce, leggermente piccante e soprattutto fortemente aromatico e balsamico (si avverte decisamente nelle vie respiratorie e causa lacrimazione). Il rafano è usato, nella cucina tradizionale della Basilicata, per la preparazione della “rafanata” materana, in cui viene grattugiata fresca è unita a formaggio pecorino, uova sbattute, prezzemolo e pepe nero per la preparazione di una frittata alta circa 10 cm, ricca pietanza tipica del periodo di Carnevale.

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