Stefano Borghi a Bloglive: la Premier più bella degli ultimi 20 anni

Dal City favorito, allo United che non ingrana, passando per l'Arsenal e il mercato: parla il telecronista di Fox

È una delle voci migliori del panorama calcistico: Stefano Borghi, massimo esperto di calcio estero e telecronista di Fox Sports, è intervenuto ai microfoni di bloglive.it, dove ha raccontato la sua sul calcio inglese, che quest’anno narra di una Premier League epica, definita la “migliore degli ultimi 20 anni” dall’ex Sportitalia.

Premier League pazzesca: è davvero una delle più belle degli ultimi anni?
“Sì. Negli ultimi 15-20 anni non avevamo mai assistito ad un’imprevedibilità del genere. Tre squadre in due punti, tutte con le stesse possibilità forse e tante outsider interessanti. Ma è una stagione completa e ricca di fascino in tutti i tipi di lotte: quella per il titolo, per la Champions, l’Europa League e la bagarre salvezza”.

Arsenal, City, Chelsea e forse anche Liverpool: chi vincerà?
Il City, per me. Hanno un grande allenatore che in tempi brevi ha trovato la strategia giusta per raggiungere una continuità in casa, dove hanno sempre vinto, ed ora anche in trasferta le cose sembrano andar meglio.

Chi c’è dopo il City?
“Penso il Chelsea, ha tante qualità ed un gruppo sempre più compatto. I giovani sono pronti ad esplodere e poi ha Mourinho, che non ha bisogno di presentazioni. Però l’Arsenal non è la terza per me, ma la seconda ex aequo. Ha risorse in meno rispetto alle altre due, nonostante la presenza di uno dei migliori al mondo come Ozil in organico, ma ha trovato risultati sempre e la squadra è più matura rispetto agli anni passati. L’infortunio di Walcott è pesante però”

Lo United di Moyes fatica ad ingranare.
Mi aspettavo le difficoltà dei Red Devils. Dopo venticinque anni di regno incontrastato di uno dei più grandi personaggi della storia del calcio, non era facile. Moyes sta incontrando tutti i tipi di problemi e il mercato, rispetto alle passate annate, è stato fatto in modo diverso. Quindi queste problematiche di classifica, per me, ci stanno. Secondo me però devono provare a strappare il quarto posto: senza la Champions sarebbe una rivoluzione al contrario. Io darei tempo a Moyes, è un ottimo manager e non si poteva pensare in risultati invariati sin dal primo anno. Ha sei anni di contratto, a testimonianza del fatto che in Inghilterra c’è la cultura del costruire

Arsenal e Liverpool, dopo tanta fatica riscontrata negli anni passati, stanno tornando due club degni del loro blasone.
“Dicevamo prima dell’Arsenal che ha trovato una sua maturazione, così come sta crescendo anche il Liverpool, ne parlo sempre volentieri. Hanno poche chance di titolo, ma anche per loro la quarta posizione sarebbe ottima. Come ottimo sarebbe trattenere Luis Suarez, che quest’anno è arrivato nell’Olimpo del calcio: è uno dei migliori al mondo”

Mercato invernale: da chi dobbiamo aspettarci qualcosa?
“Mi aspetto un acquisto dall’Arsenal, nonostante le parole di Wenger. L’infortunio di Walcott è pesante però e i gunners hanno bisogno di qualcosa davanti, pur avendo un ottimo centravanti come Giroud. Se poi dovessero iniziare davvero ad investire, sarebbe un altro Arsenal. Ma Wenger è così, lo conosciamo tutti. Il City farà meno, penso: per distacco ha la rosa più forte d’Inghilterra e forse anche d’Europa, non vedo urgenza di intervenire”

Per la lotta salvezza, invece, chi è più in difficoltà?
“Dico Sunderland. Ci sono state delle criticità dall’inizio della stagione e credo che all’interno della società ci siano delle competenze molto interessanti. Dovesse arrivare la salvezza sarebbe un mezzo miracolo, ma permetterebbe di riparare agli errori e alle difficoltà incontrate fino ad oggi. Io continuo a vedere il Fulham in crisi, così come il WBA che ha avuto molti scossoni negativi. Qualche mese fa avrei detto Crystal Palace, ma quando arriva Tony Pulis c’è sempre la possibilità di un miracolo e i risultati potrebbero premiare”

Si è giocata poco fa la Fa Cup che ha portato tante sorprese. Dai k.o di United ed Aston Villa, al pari del City sino al 5-0 subito dal West Ham contro il Forest: il fascino aumenta sempre di più.
“Grazie a Dio. Il torneo più antico del mondo merita tutto questo. Dello United abbiam già parlato, quanto al City credo che, aldilà del grande orgoglio del Blackburn, i citizens abbiano tirato i remi in barca dopo una striscia positiva. Al replay non dovrebbero avere difficoltà. Ciò che è successo al West Ham è figlio di una cultura che non mi piace. Allardyce ha snobbato la coppa ed è una cosa che non si può e non si deve fare. Ci sono dei dati che testimoniano come in Inghilterra ci sia un certo tipo di cultura. Quest’anno il terzo turno di Fa Cup ha avuto una media di spettatori per partita di quasi 19.000: il dato più alto degli ultimi 34 anni. Non è una competizione che perde fascino e va rispettata. L’Aston Villa ha perso in casa con lo Sheffield e il West Ham si è fatto sotterrare a Nottingham. Sarebbe facile schierarsi contro degli stranieri, ma Allardyce e Lambert dovrebbero fare mea culpa. Sono britannici e questo, per me, è inaccettabile”

Chiudiamo con Stefano Borghi e la sua passione che è sfociata in un mestiere: raccontare partite.
“Sin da piccolo mi sono innamorato del calcio estero e dicono che sin da bambino avessi la propensione a fare il pagliaccio, raccontando le partite: almeno stando alle parole di mia madre (ride). Questa è una cosa che mi è esplosa in mano, c’è chi ha creduto in me come Cesare Barbieri e lo staff di Sportitalia. Mi sono state date della possibilità e con serietà ho dato il massimo per qualsiasi cosa. Mi ritengo estremamente fortunato per tutto ciò che mi è stato concesso e mi è successo in questi dieci anni di mestiere”

Le partite più belle che hai commentato.
“Domanda difficilissima. É stato splendido fare con Capello al Camp Nou Barcellona-Real Madrid, così come a Glasgow il debutto di Maradona. Il momento in cui mi sono arrivato tanti brividi fu al “Monumental”, al momento del gol di Martin Palermo in Argentina-Perù, sotto una tempesta. Furono emozioni grandissime che ancora ora mi sembra di vivere. Ma ciò che mi ha dato più questo mestiere è stata la possibilità di conoscere colleghi, tra cui Daniele Adani che oggi è uno dei miei migliori amici. Questa è una professione che ha dei risvolti umani incredibili ed è fantastica per questo”

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