Tanti auguri a Twitter: oggi l’uccellino compie 7 anni

Oggi, il social network Twitter, il gigante da 140 caratteri, l’unico ad essere ufficialmente riconosciuto quale antitesi vera di Facebook, compie i suoi primi 7 anni.
Era il 21 marzo del 2006 quando venne lanciato il primo tweet di prova inviato da uno dei creatori del network, Jack Dorsey. Il 15 luglio dello stesso anno fu diffuso in lungo e in largo nella rete e ha fatto storia.
Oggi sono 200 milioni gli utenti mensili attivi di Twitter che sfruttano i 140 caratteri a disposizione per esprimere le proprie idee, commentare i fatti di cronaca, politica o seguire semplicemente opinion leader di qualsiasi provenienza. Una vera piazza pubblica virtule diventata, per certi versi, lo specchio dei cambiamenti sociali, culturali e politici.

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Twitter è oggi al centro della comunicazione socio-politica mondiale. Basti ricordare l’immediata pubblicazione della foto di Michelle e Barack Obama abbracciati, subito dopo l’annuncio della rielezione del Presidente Americano; una foto che è ancora oggi la più retwittata di sempre e che nelle ore successive scatenò il putiferio tra i puristi del social che lamentavano una mancata spontanietà nella pubblicazione perchè scattata molto tempo prima e quindi violando la sacra regola del web, ovvero la spontanietà.

Ma chi c’è oggi su Twitter? Seconda una ricerca del GlobalWebIndex, il coefficiente di penetrazione più alto, ovvero la percentuale di utenti d’internet attiva rispetto alla popolazione, si registra in Arabia Saudita con il 51%, seguono col 39% la Turchia e ancora il medioriente con gli Emirati Arabi Uniti che contano il 34%. I primi in Europa sono gli spagnoli, mentre noi italiani contiamo il 18% posizionandoci al nono posto, dietro la Russia. Gli Stati Uniti, invece, sono quindicesimi con solo il 5%.

Altra notizia rilevante nel giorno del compleanno dell’uccellino è il brevetto. Da oggi, infatti, gli ideatori di Twitter possono essere considerati degli inventori. Il brevetto è stato rilasciato ieri e descrive in modo generico un sistema di collegamento da uno a più punti che permette l’invio di messaggi a più destinatari. Un vero successo per un’idea che è parte integrante della cultura globale, formando opioni e creando informazione.

Potremmo affermare, con ampio margire di errore per carità, che con Twitter si è avuto un meta linguaggio mediatico; una sorta di interconnessione istantanea tra web e televisione, con il primo che commenta le scelte della seconda e la seconda che cerca di comprendere il consenso del pubblico attraverso l’analisi del primo. Insomma, una fusione tra mezzi di comunicazione che un massmediologo saprebbe raccontare meglio, ma è sotto gli occhi di tutti che twitter è diventato il punto di riferimento per carpire consensi e delusioni. Basta vedere quanti programmi di politica facciano riferimento al social per commentare i fatti d’attualità. Inoltre, vi sono programmi che nascono apposta per sondare il consenso della rete o analizzo il fenomeno social, ed in particolare Twitter; in Italia due su tutti, “Glob” e “Gazebo” entrambi in onda in seconda serata su Rai3.

Un’importanza tale, dunque, che non può prescindere dal valore finanziario. Stando a rumors di ben informati, infatti, parrebbe che l’uccellino sia vicino alla quotazione in Borsa. Se ciò avvenisse, permetterebbe un faccia a faccia finanziario con il direttore competitor Facebook. Anche senza la quotazione sappiamo, però, che lo scontro è aperto da tempo tra i due che si rincorrono a vicenda a forza di cambiamenti d’interfaccia, migliorie e intrattenimenti vari sui rispettivi siti. Facebook, ad esempio, sta per adottare il famoso hashtag, utilizzato da Twitter per definire gli argomenti di conversazione. Altro terreno di scontro, dopo le foto modificabili e i video, sarà la musica in streaming. A detta di alcuni blog specializzati, l’uccellino sarebbe sul punto di lanciare, entro marzo, un’applicazione musicale avvalendosi della collaborazione di Sound Cloud, il servizio di condivisione musica.

Andando oltre questi dettagli, potremmo diversificare questi due grandi centri d’aggregazione virtuale con le due principali caratteristiche che da sempre lì contraddistinguono; Facebook votato più all’intrattenimento e alla comunicazione tra iscritti, Twitter l’agorà del web, un manifesto delle idee pubblicate nella rete senza tendenza ideologica ma completamente trasversale. Schieramenti politici che invece sono particolamente sentiti in Italia, da sempre divisa tra il partito di Peppone e quello di Don Camillo che grazie a Twitter ha trovato nuova linfa per l’incontro e lo scontro. E difatti, proprio nel nostro paese, si conta un aumento sostanziale d’iscritti al social. Su 500 milioni di utenti il tutto il mondo, 4 milioni sono gli italiani, raddoppiati solo nell’ultimo anno.

Ma perchè Twitter è così amato da noi italiani? Forse perchè è una zona neutra, in cui gridare il dissenso in un periodo in cui la politica e soprattutto l’economia danneggiano la nostra vita. Con un tweet ci si può sfogare, lontano di censure o interessi aziendali, almeno per il momento. Essì perchè se Twitter dovesse davvero entrare in Borsa, forse perderebbe quell’autonomia che l’ha resa leader nel web. L’auspicio è che qualsiasi decisione venga presa in materia finanziaria come l’entrata in borsa o la raccolta pubblicitaria permetterà, in ogni caso al social, di mantenere quello spirito di piazza aperta e libera che è sempre stata. Sarà questa, dunque, la grande sfida che si troveranno ad affrontare nei prossimi mesi Dorsey e compagni.

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