Tav, entra in azione la super talpa. I comitati: solo propaganda

E’ stata presentata ai media nella giornata di martedì la talpa, una super fresa che verrà impiegata per scavare un tunnel lungo sette chilometri sotto la Val di Susa. Obiettivo: verificare le risposte del suolo, per capire se sarà possibile proseguire il progetto senza danneggiare l’ecosistema. Il mezzo, dotato di sette motori elettrici per una potenza complessiva di 2205 Kw, dovrebbe procedere al ritmo di una decina di metri al giorno, ma molto dipenderà dalle caratteristiche del terreno.

Nessuna marcia indietro, quindi. L’intenzione è quella di continuare a sostenere e a finanziare l’alta velocità Torino-Lione perché, secondo i promotori, essa avrà ricadute positive in diversi settori. Louis Besson, presidente della rappresentanza francese alla CIG, la Commissione Intergovernativa, spiega: “La Tav ha un valore europeo a livello economico e ambientale. Potenziando il trasporto su ferrovia, ci permetterà di ridurre le emissioni di Co2 nell’atmosfera.”

Tra i sostenitori dell’opera c’è anche il sindaco di Torino Piero Fassino: “Il progetto che si sta realizzando non è più quello originario, ma è stato modificato e ridisegnato grazie all’opera dell’Osservatorio e al dialogo con i rappresentanti delle amministrazioni locali. E’ ora un progetto con un impatto sull’ambiente decisamente minore, tant’è che molti sindaci della Valle di Susa, prima contrari, oggi sono favorevoli.”

L’ex Ds insiste: “Da quando faccio politica mi sento dire che il problema italiano è avere troppe merci trasportate su gomma e poche su rotaia. Siamo il Paese europeo con il maggiore squilibrio. Per una volta che si tenta di riequilibrare, lo si contesta. Questa è una contraddizione.”

Critico il fronte dei No Tav, compatto nel bollare la presentazione della super scavatrice alla stampa come una trovata pubblicitaria che non avrà seguito: “La talpa non si è mai mossa e ci risulta che non ci sia alimentazione elettrica sufficiente per farla muovere”, afferma Doriana Tassotti del Comitato No Tav di Susa.

Sandro Plano, presidente della Comunità montana della Val di Susa, attacca: “Chiediamo la verità: oggi ha fatto finta di partire la talpa. Ma è piccola, non è una super talpa. Si usano sempre toni propagandistici che distorcono la realtà.” E rincara la dose: “La Tav è un’opera inutile. Siamo in affanno in Italia per trovare due miliardi di euro per non fare pagare l’Imu e spendiamo per un collegamento Italia-Francia che a livello ferroviario è già ben collaudato?”

La mobilitazione, intanto, continua. Il 16 novembre persone provenienti da tutta Italia raggiungeranno Susa per protestare contro l’alta velocità. Quattro giorni dopo sarà Roma a ospitare un’altra manifestazione. Francesco Richetto, esponente del movimento No Tav, promette battaglia: “Non si possono sperperare venti miliardi quando in troppi sono senza casa e senza lavoro. Stringeremo d’assedio quella minima parte del Paese che ferma e indebita milioni di italiani”.

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