Tè Lipton testato sugli animali? Lo denuncia la Peta

    Prima di buttare giù il prossimo sorso di tè, vedete di controllare bene l’etichetta perché anche dietro ad una bevanda così innocua e pacifica si possono celare le sperimentazioni più abiette. A denunciarlo è la Peta (People for the Ethical Treatment of Animal) con particolare riferimento alla azienda che sta dietro al noto marchio di tè Lipton.

    Secondo quanto riporta un comunicato diffuso dall’agguerrita associazione animalista americana, l’azienda starebbe testando – o pagando altri per testare – i propri prodotti sugli animali, facendo soffrire o addirittura morire le bestiole solo per poter scrivere sulla confezione che i prodotti sono testati. “Nessuno degli esperimenti condotti dall’azienda è richiesto per legge ai produttori di bevande, inoltre le autorità preposte al controllo fanno sapere che i test sugli animali non sono sufficienti a provare che una bevanda fa bene”. Peta sostiene dunque che le sperimentazioni sono doppiamente deplorevoli, perché condotte su animali e perché inutili.

    Per effetturare questi esperimenti conigli, ratti, topi e maialini sarebbero stati uccisi, anche per decapitazione o soffocamento. Peta fornisce anche alcuni esempi: i conigli sarebbero stati alimentati con una dieta grassa e ad alto tasso di colesterolo, fino a mettere a dura prova le loro arterie. A quel punto gli è stato dato del tè per capire se poteva influire sulle condizioni delle loro arterie. I conigli sono stati uccisi al termine della ricerca.

    I topi sono stati alimentati in modo da provocare l’insorgere di dolorose infiammazioni intestinali, per poi vedere l’effetto del tè, e infine uccisi. Una dieta zuccherina è stata invece riservata ad alcuni ratti, mentre altri sarebbero stati oggetto di vivisezione, con introduzione diretta degli ingredienti del tè nel loro stomaco per osservare il processo di assorbimento della bevanda. (Vi risparmiamo i dettagli sui metodi con cui sono stati, alla fine, uccisi, così come gli esperimenti sui maialini).

    Peta propone a tutti di unirsi alla loro protesta chiedendo all’azienda per chiedere di cessare ogni sperimentazione su animali, ma in primo luogo potete fare vostra la battaglia direttamente alla cassa del supermercato: leggete bene le etichette.

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