Telefonare e navigare in internet da lavoro è legale, ma senza esagerare

    Ha fatto discutere la sentenza della Corte di Cassazione riguardante l’uso di internet e telefono aziendali nella Pubblica Amministrazione. Tramite questo verdetto, infatti, l’organo in questione delinea un importante precedente: un impiegato pubblico può utilizzare i servizi aziendali di internet e telefono per scopi personali solo se le spese non diventano eccessive.
    Tale sentenza è stata emessa in favore di un dirigente dell’Ufficio Tecnico di Verbania, il quale è stato chiamato in causa dal Comune stesso per aver effettuato telefonate ed operazioni su internet per intenti privati. Il giudice della sentenza preliminare però ha delineato, dopo accurate ricerche sui tabulati, che il fatto non sussisterebbe in quanto le spese sarebbero esigue: il dirigente infatti pare abbia speso una somma di circa 75 euro in due anni di impiego. Ed inoltre il comune di Verbania utilizzava un abbonamento flat, pagando una quota fissa mensile e quindi tali spese non sussisterebbero.
    La Corte di Cassazione ha respinto altresì i ricorsi confermando la sentenza del giudice.
    In definitiva, l’uso privato di servizi della Pubblica Amministrazione non costituisce reato se, appunto, le spese derivanti dall’utilizzo di tali servizi sono esigue.
    Ora la domanda che si pongono un po’ tutti è questa: tale legge è valida anche per le aziende private?
    Credo che da adesso vedremo sempre più impiegati Facebook-dipendenti buttare l’occhio, anche da lavoro, sul Social Network per eccellenza (o forse accade già?).

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