Mentre Facebook continua la sua battaglia al “porn revenge” aumentando i controlli di quanto viene pubblicato ogni secondo sulla sua piattaforma, Il The Guardian svela la presenza di un centinaio di manuali pieni di regole da seguire riguardo ad argomenti come pornografia, violenza, terrorismo, razzismo e odio.

Se da un lato il noto social si avvale della presenza di software in grado di intercettare i contenuti grafici ancor prima che appaiano online, dall’altro delle regole molto specifiche ma altamente legate ai vari contesti, sembrano non andare in aiuto alla battaglia attualmente in corso.

Sembra infatti che per ogni situazione ci siano diverse eccezioni da tenere in considerazione, alcune delle quali davvero assurde e per nulla in grado di far fronte al problema dei contenuti che non andrebbero divulgati e che invece continuano ad apparire giorno dopo giorno.

Per fare un esempio, nel caso di minacce ad un personaggio pubblico importante, scatta subito la cancellazione del post. Immagini o video dove appaiono morti violente vengono invece considerati fastidiosi ma non necessariamente cancellati in quanto potrebbero rivelarsi utili ai fini di eventuali indagini. Per quanto riguarda il revenge porn, come già detto Facebook sta attuando una rigida politica di controllo, d’altro canto, però, per immagini di atti di violenza sui minori non c’è la stessa attenzione che scatta però se ad essere ritratto è un bambino privo di indumenti.

Tanti manuali che, il più delle volte, a detta del The Guardian, generano confusione rendendo Facebook non esattamente all’altezza del lavoro di controllo che dovrebbe gestire come social più famoso ed utilizzato del mondo. Il problema si rende ancor più importante se si pensa che il tempo impiegato per prendere simili decisioni è di circa 10 secondi. Chiaramente troppo pochi per effettuare le giuste valutazioni che ci si aspetterebbe da un social di tale importanza.