Tifosi decisivi: storie di mercato riscritte da proteste

Da Guarin a Kakà, passando per Signori e Stankovic: i tifosi sul mercato

Giocatori, dirigenti e procuratori: non credete a chi giura che il calciomercato riguardi solo ed esclusivamente queste tre categorie di persone. Ci sono i tifosi, fattore non trascurabile. Per nessun motivo. Perché se i primi giocano sulla forza dei soldi, delle aspirazioni e dei sogni, semplici “uomini di curva” vivono di sentimenti. Di passione, di amore per la maglia. Nella speranza che ce ne sia ancora per qualcuno. Vivono di principi che non accettano il fatto di cedere le prestazioni di un fenomeno ad una rivale storica. O non accettano che l’idolo di quella grande folla possa lasciare quello stadio, quella maglia, quel campo d’allenamento e quello striscione che lo esaltava. Sono tante le motivazioni che possono spingere una buona fetta di pubblico a contestare ed intromettersi in una trattativa di mercato, provando ad interromperla (e spesso riuscendoci).

GUARIN-VUCINIC, LA FARSA DEL MERCATO – Resta senza dubbio l’apice del ridicolo. Incongruenze che si sovrappongono, trattative aperte e chiuse in un baleno. Armadietti svuotati, visite mediche e nessun cambiamento di maglia. Inter e Juventus erano oramai in procinto di chiudere una trattativa che una dura polemica, prima sui social e poi sotto la sede nerazzurra dei tifosi interisti, ha definitivamente frenato, cancellando ogni possibilità di chiusura di un’operazione che nata all’improvviso era ad un passo dalla sua realizzazione.

HER-PIANTES – Lacrime amare. Dopo aver disegnato grande calcio nella Capitale, il numero otto biancoceleste sembrava nel primo pomeriggio destinato ad un nuovo futuro all’Inter. Eppure l’esclusione di Mbaye ha complicato i giochi, ulteriormente aggravati anche dalla protesta di circa 200 sostenitori della Lazio per la possibile cessione del suo centrocampista. Oggi Hernanes e l’Inter non sembrano così vicini. Eppure, questa volta, i tifosi non c’entrano. Ma le evoluzioni, in queste ultime ore, possono regalarci sorprese.

“NON SI TOCCA KAKÀ” – Ma le pressioni dei tifosi sul calciomercato non sono un’invenzione del 2014, tanto da permetterci di tornare indietro nel tempo. Era il 2009 ed un Manchester City in costante crescita economica avrebbe voluto abbinare un colpo perfetto sposato sulle ideologie di tecnica e appeal che una società così avrebbe dovuto costruirsi. 130 milioni ai rossoneri, quasi 20 milioni a stagione per il brasiliano. Sembrava tutto fatto, quando più di mille persone – sotto la vecchia sede, Via Turati- protestarono per impedire la chiusura della trattativa. Detto, fatto. Kakà resta, ma non per molto. Poco dopo a farsi sotto è il prestigio del Real Madrid. E non c’è più niente da fare.

IL TRADIMENTO DI DEKI – Nel 2008, invece, un avvenimento contrario è capace di bloccare tutto. La Juventus era ad un passo dall’acquisto dall’inter di Dejan Stankovic, centrocampista “respinto” dalla ribellione del popolo bianconero che accusò il serbo di avere in mano un contratto con la Juventus nel passaggio dalla Lazio, scegliendo poi l’Inter.

“VAI AL CITY E SEI MORTO” – Minacce poco carine in una trattativa che avrebbe avuto del clamoroso. Wayne Rooney, nel 2010, ha avuto l’opportunità di lasciare lo United, trasferendosi addirittura dagli storici rivali del City. E i tifosi del Red Devils non l’hanno certo presa bene, tanto da turbare gli equilibri del calciatore inglese con un inequivocabile messaggio: “Vai al City e sei morto”
Ovviamente Wayne Rooney, oggi, è ancora un giocatore del Manchester United, e ha siglato proprio pochi giorni fa un rinnovo da 18 milioni.

SIGNORI, VIA I CONTRATTI – Anno 1995, Parma e Lazio avevano siglato oramai l’accordo definitivo per il passaggio di Signori in Emilia-Romagna. Eppure anche una trattativa definitivamente chiusa deve fare i conti con la furia dei tifosi biancocelesti, capaci – con una mega-protesta – di fermare i giochi e godersi ancora le giocate del proprio idolo.

DIVIN CODINO, TIFOSI: CHI? – Chi invece non si fermò davanti alle polemiche, tirando dritto, fu la Fiorentina nel 1990. I viola perfezionarono la cessione di Roberto Baggio alla Juventus, che riuscì nel tentativo di far scrivere importanti pagine di calcio allo storico campione con la maglia bianconera. E questa volta la voce in capitolo del tifoso non è stata così alta.

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