Titoli italiani meglio degli spagnoli. Madrid non attira risparmio

    In epoca di declassamento, di speculazione a ogni piè sospinto, ogni mossa sui mercati deve essere tenuta in debita considerazione e studiata con attenzione.

    In questi giorni, l’Italia ha collocato sui mercati ben 11,5 miliardi di euro in titoli Btp a sei mesi e Ctz, rispettivamente a 1,203% e 1,767%.

    Contemporaneamente Madrid collocava titoli Letras, a tre e sei mesi, con rendimenti dello 0,951% e 1,285%, per circa 3,2 miliardi di euro. Non centrato, dunque, l’obiettivo spagnolo dei 4 miliardi.

    I rendimenti per scadenze omogenee indicano, inoltre, che i titoli spagnoli vengano considerati maggiormente a rischio di quelli italiani, che hanno visto un buon riscontro sul mercato, con tassi tendenzialmente stabili, in tutta la difficile fase della crisi.

    E pensare che Madrid vantava rendimenti più bassi di quelli italiani, prima della crisi.

    Fattori cruciali per il successo dei nostri titoli sono stati un rapporto deficit/pil sotto controllo, inferiore alla media UE;  una tendenza alla crescita del debito, meno che nel resto d’Europa, sebbene il nostro livello iniziale sia molto più alto; basso indebitamento tra i privati e assenza di bolle speculative, oltre che di coinvolgimenti diretti ed esposizioni di rilievo delle nostre banche, nelle crisi di oltre oceano.

    L’abbondante liquidità italiana, inoltre, attira certi investitori istituzionali, come le banche, in cui il nostro Paese batte di gran lunga i colleghi spagnoli.

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