Tokyo vara una manovra anti-crisi

    Anche il Giappone è alle prese con una situazione di stallo dell’economia.

    A dir il vero, il Paese del Sol Levante riflette un andamento stagnante della propria economia, dagli inizi degli anni Novanta, potendosi, per motivi diversi, accostare il suo caso a quello italiano.

    Eppure, nel terzo trimestre del 2010, il pil aveva segnato un +3,9%, ottimo per i livelli registrati in Europa e persino negli Stati Uniti, decisamente miracoloso per un Paese, come il Giappone, appunto, che non vede crescita da quasi venti anni.

    Ma gli stessi dati, negli ultimi mesi, indicano una forte contrazione delle esportazioni, capitolo cruciale dell’economia nipponica, che ha basato il suo boom post-bellico, proprio sull’export.

    Adesso, il governo di Naoto Kan ha deciso di cercare di correre ai ripari, con una manovra di ben 58 miliardi, al fine di sostenere l’economia, soparttutto delle piccole imprese.

    Scettici gli economisti, per cui l’impatto sarebbe limitato a un +0,3% del pil, senza stravolgimenti nella crescita.

    Ricordiamo che il Giappone detiene un rapporto deficit/pil di oltre il 180%. Un Paese molto indebitato, con tassi zero, che non riesce a far ripartire la propria macchina.

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