Tom Sykes, una scommessa vincente targata Kawasaki

Circa un anno fa, Tom Sykes era un pilota moralmente devastato dall’incredibile finale del Mondiale SBK che, dopo l’ultimo GP di Magny Course, lo condannava alla seconda posizione. A far male non era tanto il risultato, quanto il distacco dal primo: 0,5 punti. Per mezzo punto il britannico si era dovuto arrendere a Max Biaggi, una situazione difficile da digerire e dalla quale per chiunque sarebbe stato durissimo ripartire.

Eppure il pilota inglese ha dimostrato con questa stagione 2013 (che non vedeva ai nastri di partenza il suo spauracchio Max Biaggi, ritirato dalle competizioni) di essere un vero duro, uno di quelli che dopo una delusione riparte a testa bassa senza guardarsi indietro.

D’altronde tutta la carriera di Sykes è stata in salita e sarebbe un disonesto e ipocrita tentativo di salire sul carro del vincitore, asserire che fosse un talento o un predestinato. La carriera di Tom, infatti, è costituita da una lunga gavetta, prima nella Superbike Britannica (BSBK) nella quale non riesce a fare meglio di un 2° posto finale nel lontano 2006 e poi nel Campionato Mondiale Superbike, in cui inizia a gareggiare nel 2008.

Il primo anno nella massima competizione motociclistica delle derivate di serie è costituito da due sole gare, quelle di casa: Brands Hatch e Donington, nelle quali Sykes fa segnare 35 punti, un buon risultato per una wild card. Tom inizia a essere seguito da molti team e le attenzioni della Yamaha si concretizzano in un contratto per la stagione 2009, che il britannico corre interamente e conclude con un deludente 9° posto, senza mai andare a podio.

Per la stagione 2010, Sykes corre il rischio di restare a piedi perchè nessuno vuole puntare su di lui. Sembra incredibile, considerando che solamente tre stagioni dopo sarebbe diventato Campione del Mondo. Alla fine è la Kawasaki a credere in Tom e a metterlo sotto contratto, con il comune obiettivo di arrivare in vetta, un’ambizione quasi utopica, considerando il divario tecnico tra la Verdona e le altre moto della SBK.

Le prime due stagioni confermarono i pronostici degli scettici: Sykes chiude 14° nel 2010 e 13° nel 2011. Sono due anni terribili per il britannico che non riesce mai a essere competitivo e viene addirittura tradito dalla sua moto nelle prove libere del GP di Silverstone, dove cade e deve rinunciare alla gara di casa, di fronte ai suoi tifosi.

Nonostante il buio totale di questo biennio, la Kawasaki decise di continuare con Tom anche per il terzo anno e la scommessa del colosso giapponese si rivela quanto mai azzeccata, con il 2° posto nel 2012 e l’incredibile vittoria del Mondiale ottenuta ieri. Un vero e proprio trionfo sia per Sykes sia per la Kawasaki, che torna a vincere il titolo SBK esattamente vent’anni dopo l’ultima volta.

Dopo la gara-1 di Jerez, che lo consacrava matematicamente Campione SBK, Tom ha dichiarato commosso: “Le parole non possono descrivere quello che provo. Di solito sono molto equilibrato, ma dopo Magny Cours ci sono stati dei momenti in cui la mia mente ha iniziato a sognare. Mentre ci pensavo ho avuto la pelle d’oca, è stato magico anche solo sognare anche io potessi diventare campione del mondo.

E’ già stato ufficializzato che il connubio Sykes-Kawasaki proseguirà anche nel 2014, una notizia quasi superflua visto il feeling e il rapporto di reciproca fiducia che legano il britannico alla casa giapponese, mentre è notizia più recente la maternità della compagna di Tom.

Una storia, quella di Tom Sykes, che ci insegna a non mollare mai e a proseguire a testa bassa anche quando tutto sembra andare male. La luce alla fine del tunnel esiste per tutti e lui ne è la prova.

[photo credit to: dailymail.co.uk]

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