Un panno verde adagiato su un tavolo di legno, ventidue miniature schierate secondo la propria filosofia tattica. Sulle spalle la maglietta della squadra del cuore o quella più colorata e bella da vedere. Cronometro alla mano e via, una serie di mosse e contro mosse per realizzare il sogno più grande di chiunque abbia a che fare con il mondo del calcio, il gol. Una linea di tiro da superare prima di sferrare il tocco decisivo verso la porta avversaria. É questo il Subbuteo, il gioco, o per tanti lo sport, che ha fatto impazzire milioni e milioni di appassionati di tutte le età in tutto il mondo.

Quando si parla di Subbuteo, il termine leggenda non è né improprio né esagerato e gli anni ’70 furono il periodo d’oro per il gioco che senza alcun dubbio, dopo il calcio balilla, resta la simulazione calcistica più famosa al mondo. A celebrare quel periodo magico è iniziata il 28 febbraio Subbuteo La leggenda – Vintage Edition, una serie di uscite in edicola, curata dalla Gazzetta dello Sport. È una collana di squadre riproposte in versione Heavy Weight, la medesima prodotta negli anni ’70, dipinte a mano come fu per l’epoca, nelle livree delle compagini che del calcio giocato hanno fatto la Storia.

La Gazzetta dello Sport ha deciso di lanciare questa nuova iniziativa editoriale dal nome Subbuteo la leggenda – Vintage Edition, che prevede sessanta uscite settimanali dove verranno riproposte le migliori squadre d’ Europa, dagli anni sessanta ai giorni nostri, per riaccendere le sfide che hanno fatto la storia del calcio europeo e mondiale e riviverle a punta di dita. Insieme alle miniature ci saranno anche un dvd e tutto il necessario per allestire un vero e proprio stadio di calcio. Nella prima uscita, in edicola dal 28 febbraio, c’è stato il Liverpool 1976-77 che vinse la First Division, la FA Cup e la sua prima Coppa dei Campioni battendo in finale, all’Olimpico di Roma, il Borussia Monchengladbach. La seconda uscita è prevista per venerdì 14 marzo con il Manchester City 1969-70 che si aggiudicò la Coppa delle Coppe battendo in finale a Vienna i polacchi del Gornik Zabrze.

Il Subbuteo è più che un gioco; è un vero e proprio fenomeno di costume che ha profondamente segnato più di una generazione, precisamente quelle che vissero la loro infanzia e adolescenza fra la fine degli anni ’60 e la metà degli anni ’80, inizio dell’era dei giochi elettronici.

Ma la storia inizia molti anni prima. Era il 1927 quando in Gran Bretagna uscì il Newfooty, ideato da William L. Keeling, a cui va il merito di aver inventato la meccanica del colpo a punta di dito, alla base del gioco del Subbuteo, da cui venne soppiantato definitivamente nel ’53.
Nato nel 1947 per opera di Peter Adolph, il Subbuteo cominciò inarrestabile la sua diffusione in forza del grande fascino che 22 figurini sospinti da colpi a punta di dito su un panno verde, “calciando” un pallone, riuscivano a trasmettere simulando la medesima tensione di una vera partita di calcio.
Teniamo presente che all’epoca non c’era internet, e il successo del gioco fu veicolato solo dall’efficacia delle sue caratteristiche e dall’intuizione dei distributori (da noi fu la famiglia Parodi) dei diversi Stati del mondo. Divenne dirompente appunto, dalla seconda metà degli ’60 per esplodere come fenomeno mondiale nel decennio successivo. Club, federazioni, tornei internazionali, classifiche, statistiche, fiorirono e rapidamente si strutturarono a guisa di quelle del calcio che anche sotto questo aspetto veniva imitato, dando vita ad una comunità tanto immensa e appassionata da riuscire a far sopravvivere il Subbuteo anche quando questo smise d’essere prodotto nel gennaio del 2000, dopo una continua contrazione di vendite e di materiale prodotto.

Le storiche miniature firmate Hasbro e Subbuteo tornano in questa preziosa e imperdibile collezione: nell’era digitale è ancora possibile giocare a mani “slegate” con la fantasia del gioco più bello del mondo.